Biondi, diario di un liberale

Francesco Gambaro

Il titolo non rende merito al libro: perché «Opinioni liberali» di Alfredo Biondi è qualcosa di più di una raccolta di idee e di opinioni, sincere, dirette e spesso taglienti come l'autore. È soprattutto la sintesi di un liberale autentico, non improvvisato qual è l'avvocato, deputato di Forza Italia. Il volume è stato presentato ieri dal vicepresidente vicario della Camera dei Deputati nella sala del consiglio provinciale di largo Eros Lanfranco, insieme al consigliere provinciale azzurro Lorenzo Zito e al caporedattore del Giornale (cronaca di Genova) Massimiliano Lussana. Che nelle «Opinioni Liberali» rivede il Biondi «sincero, rompiscatole e non allineato che conosco. Un interlocutore controcorrente e onesto». O per dirla con le parole di Vittorio Feltri nella prefazione, «un Don Chisciotte con il gusto della vita e dell'ironia, un pessimista che non rinuncia mai a cambiare ciò che è impossibile». Le opinioni di Alfredo Biondi nascono da una raccolta di testi, interventi parlamentari e interviste pubblicate durante la XIV legislatura. Sono opinioni che partono da molto lontano, dalla svolta politica del 13 maggio 2001 con la vittoria della Casa delle Libertà fino ai giorni nostri. Attraverso i momenti più importanti e significativi di questo quinquennio, dalla strage dell'11 settembre ai fatti terroristici di Madrid e Londra. Come ha scritto Beppe Cipolla, le idee di Biondi «esprimono un messaggio di fiducia, di entusiasmo e di riflessioni». «Perché noi liberali - spiega il presidente del Consiglio nazionale di Forza Italia - non abbiamo una visione fideistica di ciò che pensiamo, le nostre opinioni non sono per sempre». È pur vero - aggiunge Biondi - che oggi essere liberali è più difficile che in altri tempi politici meno sospetti. «Difficile è soprattutto proporsi come fedeli all'idea che fu di Croce, di Einaudi e di Malagodi». Mentre Zito sottolinea come oggi molti, anche a sinistra, si professano liberali, l'avvocato Biondi ricorda che «da liberale ho il massimo rispetto per le opinioni altrui ma l'essere liberale non può confondersi con i giacobinismi degli ex comunisti che propongono solo proclami di restaurazione...». Di qui la scelta di aderire al progetto politico di Forza Italia, «l'unico che si basava esclusivamente sui principi liberali», chiosa l'avvocato-scrittore.

Commenti