Bmw, anche l’ammiraglia sceglie la strada dell’ibrido

Monaco di BavieraDiversamente dalla X6 ActiveHybrid, che è un’ibrida pura in quanto capace di muoversi anche solo a emissioni zero, l’omonima Serie 7 è una cosiddetta mild-hybrid poiché sfrutta un elettromotore per sostenere il rendimento e, nel contempo, diminuire la «voracità» del motore termico che è sempre artefice della propulsione. Disponibile da aprile, a prezzi di 112.500 euro per la versione normale e di 119.200 euro nel caso di quella lunga 5,21 metri, la 7 ActiveHybrid eredita dalla 750i il motore V8 a iniezione diretta di benzina TwinPower Turbo, sebbene con potenza innalzata da 407 a 449 cv, abbinato al cambio automatico-sequenziale a 8 marce. Tra i due componenti è sistemato l’elettromotore da 20 cv con una coppia di 21,4 kgm, che viene alimentato da una batteria agli ioni di litio collocata in un box refrigerato sistemato, anche per ragioni di sicurezza, nel bagagliaio della vettura. Non riduce più di tanto la notevole volumetria del vano e insieme ad altri pochi elementi distingue questa versione dalle altre Serie 7. L’ActiveHybrid, infatti, si riconosce solo per le scritte d’identificazione sui montanti posteriori del padiglione e sulla coda, i cerchi da 19” di disegno definito per ottimizzare l’aerodinamica e, volendo, un’esclusiva tinta della carrozzeria. Di conseguenza, l’integrazione dei componenti che generano l’«ibridizzazione» della Serie 7 non influisce né sull’aspetto né sulla funzionalità dell’ammiraglia bavarese, tanto che la sua personalità è prospettata a chi guida e ai passeggeri solo dall’indicatore dello stato di carica della batteria (alloggiato nel contagiri) e da una schermata del display centrale, che evidenzia quello che stanno combinando il V8 e l’elettromotore.
L’accoppiata tra le due unità genera una potenza complessiva di 465 cv e una coppia di ben 71,4 kgm, e si traduce anche in prestazioni assai elevate (250 orari di velocità e un tempo di 4,9 secondi per toccare i 100 all’ora) ma, in ossequio al contesto in cui si inserisce questa Serie 7, non a scapito dei consumi e delle emissioni di CO2, come testimoniano la possibilità di percorrere 10,6 chilometri con un litro di benzina e i 219 g/km di anidride carbonica che fuoriescono dallo scarico.
Insomma, se da un lato la 7 ActiveHybrid dimostra di avere una personalità raffrontabile a quella di vere sportive, da un altro lato si rivela capace di competere con vetture di categoria e stazza inferiore a livello di «sobrietà».
Come accennato, solo uno sguardo alla strumentazione può confermare quanto si cela sotto le vesti di questa Bmw. Infatti, l’elettromotore supporta il V8 nelle fasi di spunto sino a 3.500 giri per rendere più incisiva la sua verve, grazie ai positivi influssi che riversa sulla prontezza e la fluidità dell’erogazione, mentre in quelle più tranquille fornisce coppia supplementare per alleggerirne il lavoro, favorendo così il contenimento dei consumi a fronte dell’ottimizzazione del rendimento. In entrambi i casi in maniera sempre inavvertibile. Le sensazioni ravvisabili al posto di guida, e quelle inerenti il comfort, non sono intaccate nemmeno dall’attività della funzione Start/Stop, che durante le soste spegne e riaccende dolcemente il V8 a benzina.

Il compito del motorino di avviamento è svolto dall’unità elettrica alla quale è demandato anche quello di alternatore, poiché recupera l’energia cinetica e la converte in elettrica per rigenerare la batteria a ioni di litio nelle fasi di frenata. Per quanto riguarda la gradevolezza di guida e l’affidabilità di marcia, al volante dell’ActiveHybrid si riscontrano i validi parametri messi in campo da qualsiasi altra Serie 7.

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