Prima la Bocconi poi il Master ora Valentina ridà vita ai terreni abbandonati

La laurea alla Bocconi (in Marketing management) sembrava preludere a tutt'altro. Lo stesso il master in comunicazione dei Social media

La laurea alla Bocconi (in Marketing management) sembrava preludere a tutt'altro. Lo stesso il master in comunicazione dei Social media. Ma alla fine per Valentina Stinga, classe 1989, il richiamo della terra, del mare e della sua Sorrento è stato più forte di un futuro a Milano. Così è tornata in Campania dove, un po' per gioco, ha cominciato a darsi da fare nei campi nel 2017.

«È iniziato tutto quando mio padre mi ha proposto di ridare vita a un terreno abbandonato che aveva acquistato qualche anno prima racconta -. Voleva farci un residence e invece proprio lì è nata l'azienda agricola che oggi è diventata la mia vita». Le giornate di Valentina sono scandite dalle attività commerciali, ma anche dalla raccolta e dalla consegna a domicilio per i clienti che ricevono la cassetta settimanale. «Seguo anche le pagine social (Facebook e Instagram) dell'azienda, e mi occupo degli ordini dei prodotti trasformati ricevuti online. In più mi impegno in attività di formazione rivolte a bambini e ragazzi, per spiegare, trasferire i valori della terra e promuovere l'agricoltura come un valido sbocco lavorativo e non più come ultima spiaggia».

Anche Valentina, come la maggior parte dei suoi colleghi è tornata alla terra con un bagaglio fatto di esperienze passate. «Avere una formazione accademica focalizzata sul marketing mi ha consentito di dare un taglio diverso a un lavoro che purtroppo ancora in molti vedono soltanto come mera produzione conferma -. Io dico sempre che ho imparato prima a vendere e poi a far crescere le verdure, dato che non avevo alcuna base agronomica e che nessuno nella mia famiglia si è mai occupato di agricoltura. Avere una strategia commerciale, comunicare attraverso i social e il blog, puntare su prodotti qualitativamente elevati e sulla diversità di un territorio sono elementi che aiutano le aziende medio-piccole, che altrimenti verrebbero cannibalizzate dai grandi produttori».

Il principio è che non basta produrre un buon prodotto: bisogna saperlo raccontare. «Occorre saperne di più dei consumatori, che sono sempre più attenti e informati. Serve una storia, un racconto. Il famoso storytelling in agricoltura è semplice: ogni singola pianta, ogni singolo seme, ogni singolo agricoltore sono già una storia da raccontare». E del suo racconto Valentina è soddisfatta: «Adoro quello che faccio. Dalle mani sporche di fango al sole di agosto fra i pomodori».

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