"Bonus e malus non funzionano più. Vanno cambiati"

Il meccanismo, il cosiddetto bonus-malus, è l'architrave dell'intero sistema Rc Auto in Italia ed è basato su un premio (in termini di costo della polizza) concesso dopo 12 mesi trascorsi senza incidenti

"Bonus e malus non funzionano più. Vanno cambiati"

Il meccanismo, il cosiddetto bonus-malus, è l'architrave dell'intero sistema Rc Auto in Italia ed è basato su un premio (in termini di costo della polizza) concesso dopo 12 mesi trascorsi senza incidenti. Ma per le compagnie non funziona più, perché non è in grado di valorizzare adeguatamente il comportamento di guida degli assicurati. Oltre l'80% di chi ha acquistato una polizza è collocato nella prima delle 18 classi in cui l'Ivass, l'autorità di vigilanza ha frazionato il grado di rischio, e la percentuale sale al 90% se si considerano solo le autovetture.

L'Ania ha chiesto da tempo una riforma e Luigi Federico Signorini, presidente dell'Ivass si è detto d'accordo, chiedendo al legislatore anche una riforma dei meccanismi di risarcimento diretto. Nel mirino ci sono le norme tipo la cosiddetta Rc Auto familiare che consente di agganciare più auto a quella con la miglior classe di rischio. La disposizione contenuta nel decreto fiscale 2020 ha suscitato le proteste degli assicuratori: «Scardina definitivamente il sistema bonus/malus e, non attivando alcun intervento sugli oneri complessivi, opera solo una ridistribuzione dei costi degli incidenti con una diminuzione dei prezzi a favore delle famiglie che dispongono di più veicoli, a scapito di quelle che ne possiedono solo uno». Il braccio di ferro, però, è solo all'inizio, perché vede già sulle barricate le associazioni di consumatori che temono un salasso complessivo a danno degli assicurati.

Quella sul bonus/malus non è l'unica richiesta delle compagnie, che chiedono anche l'attuazione della tabella unica che quantifica il danno non patrimoniale subito in un incidente. Determinando in termini generali l'ammontare degli eventuali risarcimenti, potrebbe portare, secondo le imprese, a una più efficiente gestione delle riserve obbligatorie sui sinistri con un possibile calo dei premi.

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