Dal boom di fusioni e acquisizioni nel settore scelta di giochi sempre più vari e accessibili

È un mondo in grande e continuo fermento quello del gioco in Italia. La liberalizzazione di molti nuovi giochi e diffusione di nuove tecnologie per il gioco a distanza hanno evitato a questo mercato grossi contraccolpi dalla crisi economica. Anzi, pur con moderazione, molti italiani sono stati tentati di provare anche la carta delle scommesse e delle lotterie per un possibile modo per ingrassare il portafoglio, se non dare una svolta alla propria vita. Lo dimostra il fenomeno del Superenalotto di casa Sisal, che si appresta a chiudere un’annata eccezionale.
Secondo l’agenzia di stampa Agicos, si prevede una raccolta a fine anno pari a 3,2 miliardi di euro, con l’abbattimento del primato del 1999 (3,1 miliardi). Del resto i montepremi stramilionari di cui si è parlato su giornali e tv durante l’estate hanno portato a una raccolta di 1,1 miliardi di euro nel solo bimestre luglio-agosto 2009. Il primo semestre dell’anno ha totalizzato 1,265 miliardi di raccolta (+39% rispetto allo stesso periodo del 2008).
Il mercato del «gaming», però, è molto più sfaccettato. E, dopo le liberalizzazioni e diversi bandi di ampliamento delle concessioni, è diventato anche molto competitivo e, quindi, anche contradditorio. Nel settore delle scommesse ippiche e sportive, negli ultimi due anni, come a notare sempre Agicos, si è assistito a continui ingressi e fuoriuscite di operatori. Alcune compagnie estere arrivate qualche anno fa hanno ceduto le loro concessioni ad altri operatori internazionali. Lo stesso stanno facendo diversi concessionari italiani storici, con radicamento prevalentemente locale. Si assiste a un boom di fusioni e acquisizioni. A inaugurare questo giro di danze è stata, nel giugno 2008, Lottomatica con l’acquisizione di TotoSì per 40 milioni di euro. Questo maquillage del panorama competitivo è dovuto anche alla tecnologia (reti telematiche, «new slot», Internet), che rende possibile proporre menu di giochi più diversificati e accessibili. Tra questi figurano lotterie istantanee, scommesse sportive su nuovi sport, e giochi di abilità: in primis il poker nella versione a torneo «Texas Hold’Em». Nel giro di un anno questo ha conosciuto uno sviluppo strepitoso: solo online si calcola che, ogni giorno, vengano giocati circa 6 milioni di euro. All'insegna dell’online gaming si sta per consumare in Italia una nuova acquisizione con botto: quella di Gioco Digitale da parte di Bwin. L’esborso dovrebbe aggirarsi tra i 90 e i 95 milioni di euro. Mentre i riflettori sono puntati soprattutto sulle novità - tra cui le videolottery (Vlt), un nuovo tipo di new slot in grado di erogare vincite maggiori delle precedenti e dalle cui raccolte verranno prelevati fondi a favore dell’Abruzzo - resistono anche vecchie conoscenze come il Totocalcio (e i suoi concorrenti) e le case da gioco. Il primo è già partito in quinta con l’inizio del nuovo campionato di serie A. I secondi beneficiano della passione crescente verso il «gaming» e vedono aumentare il pubblico sia ai tavoli sia, soprattutto, alle slot machine.

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