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Ferrari con Luce va a sbattere in Borsa

Il titolo crolla dell'8,4%. Montezemolo: "Distrutto un mito, almeno si tolga il Cavallino"

Ferrari con Luce va a sbattere in Borsa
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Piazza Affari (azioni crollate dell'8,4% a 284,05 euro) e una valanga di critiche hanno spento (per ora) la Luce in casa Ferrari. Non piace la prima auto elettrica del Cavallino rampante, il cui design è stato affidato a LoveFrom con a capo l'ex Apple, Jony Ive, e Marc Newson. C'è chi, tra gli appassionati, ha paragonato il nuovo design made in Usa a un veicolo elettrico generico e informe o a un'astronave. E nemmeno la presentazione al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, insieme alla visita a Papa Leone (in dono ha ricevuto il volante della vettura) a Castel Gandolfo, sono servite a far recuperare consensi. Con il numero uno John Elkann, c'erano il ceo Benedetto Vigna e il vicepresidente Piero Ferrari (papà Enzo avrebbe accettato questa scelta stilistica fuori luogo?).

Da parte sua, l'ex presidente di Ferrari, Luca di Montezemolo, auspica che, visto l'impatto negativo, chi di dovere decida di togliere lo stemma del Cavallino rampante dalla macchina. Al di là di avere il dente avvelenato con Maranello per come è stato estromesso anni fa e i dispetti che ha dovuto subire, Montezemolo precisa solo che «se dovessi dire quello che penso dovrei dire cose molto spiacevoli: preferisco non commentare». Ma, come da abitudine, finisce poi per togliere il piede dal freno: «Così si rischia la distruzione di un mito e mi dispiace moltissimo, almeno si levi il Cavallino».

A spalleggiarlo è il vicepremier Matteo Salvini: «Elettrica, costosissima (550mila euro!) e, dal punto di vista estetico, si commenta da sola... Sembra tutto fuorché un'auto del Cavallino. E questa sarebbe innovazione? Chissà Enzo Ferrari cosa direbbe...».

Un profondo conoscitore delle vicende di Maranello tira in ballo proprio il Drake e racconta al Giornale: «Quando Enzo Ferrari fu assalito dal dubbio se produrre o meno una vettura con un numero inferiore di cilindri, rispetto ai 12 tradizionali, prese coscienza di dover affrontare un salto nel buio. Ecco, allora, che quando lanciò la prima 6 cilindri decise di chiamarla solo Dino, in memoria del figlio scomparso, quindi creando una nicchia all'interno della casa automobilistica, non rischiando in questo modo il nome Ferrari. Dino fu un successo e sdoganò un nuovo criterio aziendale. Faranno altrettanto con Luce? Lo spero, lo speriamo. Non credo proprio che sulle pareti delle camere dei giovani, come accadeva un tempo, si troveranno poster di questa macchina».

Un giudizio tranchant arriva dal leader di Azione, Carlo Calenda, che conosce assai bene il mondo Ferrari avendoci lavorato, dal 1998 per 5 anni, sotto la presidenza di Montezemolo. «Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari o, come nel mio caso, ci è stato», accusa. E subito punta il dito contro il presidente: «Complimenti a Elkann che dopo aver semidistrutto o alienato Marelli, Comau, Iveco, Fiat, Alfa Romeo, Maserati, Lancia, Scuderia Ferrari, Juventus, Repubblica e Stampa, ci prova ora con Ferrari. E non era facile».

Critiche anche da Federcarrozzieri, attraverso il presidente Davide Galli, il quale definisce Luce «un boomerang per la casa automobilistica». Ascoltati i commenti di molti automobilisti italiani e appassionati, Galli tira le somme a pochi giorni dall'anteprima mondiale di Roma: «La prima auto elettrica Ferrari scontenta tutti, e il nuovo modello del Cavallino rampante viene bocciato non solo dal mercato, ma anche dai fedelissimi del marchio». Da parte loro, gli analisti rimproverano all'azienda di non aver fornito indicazioni sui volumi attesi. E in Borsa c'è chi si chiede se la scommessa radicale di Ferrari darà i suoi frutti o allontanerà la sua base storica di clienti.

Il ceo Vigna sarà domani mattina al Teatro Storchi di Modena in occasione della giornata di apertura del Motor Valley Fest. Con lui, sul palco, anche il rivale Stephan Winkelmann, numero uno di Automobili Lamborghini, il presidente della Motor Valley e ceo di Dallara, Andrea Pontremoli, e altri big del settore radicati nel territorio. «Ci ho fatto l'occhio x 5 anni - commenta Vigna ad Aci Radio subito dopo il lancio - : Luce è sempre una Ferrari con un'interpretazione diversa.

Alla fine, ciò che conta è la lettura della tecnologia nell'ottica delle percezioni e delle emozioni che si trasmettono ai clienti. La tecnologia va sempre letta per quello che trasmette alle persone. Tre i punti salienti: l'interazione con Luce è davvero semplice, Luce è un'auto leggera, Luce interagisce con tutti i sensi della persona».

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