Controcultura

C'è chi è capace di sorpassare pure Camilleri

"La ragazza con la Leica" assalta la vetta e supera Camilleri

C'è chi è capace di sorpassare pure Camilleri

Un sorpasso stregato che non ci saremmo mai immaginati. Almeno non così presto. Sono settimane, è vero, che Camilleri domina la classifica e ultimamente il suo vantaggio sugli inseguitori si era assottigliato. Eppure Il metodo Catalanotti (Sellerio), che anche questa settimana staziona a quasi 11mila e quattrocento copie, sembrava in grado di rintuzzare ogni assalto alla vetta. E, invece, a sorpresa Helena Janeczek spinta dalla vittoria al Ninfeo di Villa Giulia riesce nella difficile impresa di sorpassare il giallista più amato d'Italia. La ragazza con la Leica (Guanda) è arrivata al primo posto spinta da ben 11mila e settecentocinquantadue copie.

Tolta la biografia romanzo della grande fotografa Gerda Taro, ai piani alti della Top ten troviamo soltanto gialli. In terza piazza infatti c'è Marco Malvaldi con A bocce ferme (Sellerio). Si ferma a 9mila e ottocento copie più spiccioli. Ottimo risultato ma è sceso sotto il muro delle diecimila e quindi sembra avere il fiato più corto di Camilleri, anche se il compagno di scuderia (Sellerio) «gira in pista» da molte più settimane. Al quarto posto c'è Maurizio De Giovanni con Il purgatorio dell'angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi (Einaudi). Si aggira attorno alle settemila e seicentoquaranta copie e sta dando una buona dimostrazione di longevità. Stesso discorso per Jöel Dicker con La scomparsa di Stephanie Mailer (La nave di Teseo) che tiene ancora la sesta posizione con quattromila e ottocento copie.

Tolti i gialli vale la pena dedicare il finale a chi lo Strega lo ha vinto dieci anni fa, Paolo Giordano. Divorare il cielo (Einaudi) si sta dimostrando un libro dalle buone vendite. Non balza magari ai primi posti ma viene acquistato con grande costanza e anche questa settimana supera le 3mila e cinquecento copie e si tiene l'ottava piazza.

Bello che esistano ancora autori con uno zoccolo duro di lettori e che, non per forza, tutto in libreria debba essere una meteora.

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