Cristiano Ronaldo spegne 41 candeline ma non ha alcuna intenzione di spegnere i riflettori. Anzi. Tra allenamenti, proteste silenziose e nuovi obiettivi da inseguire, il fuoriclasse portoghese continua a essere una delle figure più discusse e influenti del calcio mondiale. Il futuro all’Al Nassr è tutto da scrivere, mentre un traguardo simbolico lo ossessiona più di ogni altro, arrivare a quota mille gol in carriera.
Dalle strade di Funchal al calcio dei grandi
Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro nasce il 5 febbraio 1985 a Funchal, sull’isola di Madeira, in una famiglia segnata da difficoltà economiche e personali. La madre, Maria Dolores, lavora come cuoca, il padre, José Dinis Aveiro, giardiniere municipale, lotta a lungo contro l’alcolismo, una battaglia che lo porterà alla morte nel 2005.
Ultimo di quattro figli, Cristiano cresce in un contesto complicato, tanto che la madre racconterà in seguito di aver pensato di interrompere la gravidanza. Un dettaglio che rende ancora più potente la parabola del campione, da bambino “di troppo” a icona globale.
Il calcio entra presto nella sua vita, inizialmente come gioco, poi come rifugio. A 14 anni prende una decisione radicale, lasciare la scuola per concentrarsi esclusivamente sul pallone. Una scelta rischiosa, resa ancora più drammatica da una diagnosi di tachicardia che lo costringe a fermarsi. Un intervento risolutivo gli permette però di tornare in campo nel giro di poco tempo.
“Non pensavo di avere talento”
I primi calci li tira all’Andorinha, la piccola squadra allenata dal padre. È lì che Ronaldo scopre il valore del gruppo e della disciplina. Anni dopo, in un’intervista, racconterà:
“All’inizio giocavo solo per divertirmi, non pensavo di avere talento. Mi piaceva stare con gli altri, sentirmi parte di qualcosa. Solo dopo tre o quattro anni ho iniziato a sognare il professionismo”.
Da quel sogno nascerà una carriera straordinaria, che lo porterà a vestire le maglie di Sporting, Manchester United, Real Madrid, Juventus e infine Al Nassr, oltre a diventare il simbolo della Nazionale portoghese.
L’ossessione dei mille
I numeri raccontano meglio di qualsiasi parola la longevità di Cristiano Ronaldo. Con il Real Madrid ha segnato 450 gol in 438 partite, con il Manchester United 145 in 346 presenze, con la Juventus 101 reti in 134 match e con l’Al Nassr ha già superato quota 100 gol. A tutto questo si aggiungono i 141 centri con la maglia del Portogallo.
Il totale? 959 gol ufficiali. Un numero che alimenta un’ossessione dichiarata. Dal palco dei Globe Soccer Awards di Dubai, Ronaldo non ha nascosto l’obiettivo: “Voglio diventare il giocatore con più trofei nella storia del calcio e raggiungere un altro numero che voi conoscete”. Quel numero è mille, e a 41 anni non sembra affatto un’utopia.
Padre di cinque figli
Se il campo racconta la leggenda sportiva, la vita privata mostra un Ronaldo diverso, profondamente legato alla famiglia. Nel 2010 diventa padre per la prima volta con la nascita di Cristiano Jr., del quale decide di mantenere la custodia esclusiva. In quegli anni è legato alla modella Irina Shayk, relazione che durerà fino al 2015.
La svolta arriva nel 2016, quando incontra Georgina Rodriguez. Con lei costruisce una famiglia numerosa. Nel 2017 nascono Alana Martina e i gemelli Eva e Mateo, questi ultimi tramite maternità surrogata. Nel 2022 la coppia affronta uno dei momenti più dolorosi della propria vita, con la morte del piccolo Angel durante il parto. Sopravvive solo la gemella, Bella Esmeralda. In un’intervista a Piers Morgan, Ronaldo ha descritto Georgina come il suo punto fermo: “È una persona che mi capisce, che si prende cura di me e della mia famiglia. È questo che cerco”.
La proposta di matrimonio
Nell’agosto del 2025 arriva anche la proposta di matrimonio. Niente inginocchiamenti plateali o gesti da film, ma un momento intimo e sincero.”Lei sapeva che prima o poi glielo avrei chiesto, ma non come. Prima di accettare mi ha chiesto se fossi serio. Le ho detto che la voglio e che voglio sposarla”, ha raccontato CR7, ammettendo di non aver pianto, ma di avere gli occhi lucidi.
Una vita da re
La famiglia Ronaldo oggi vive stabilmente in Arabia Saudita, in una villa extralusso. Ma il patrimonio immobiliare del campione è globale, una villa a Cascais, una casa a Madeira, un attico a Lisbona, un appartamento a Torino e uno nella Trump Tower di New York. Un impero costruito nel tempo, specchio di una carriera senza precedenti.
Un patrimonio immenso
Nel 2025 Cristiano Ronaldo raggiunge un altro primato, questa volta economico. Secondo il Bloomberg Billionaire Index, diventa il primo calciatore miliardario della storia, con un patrimonio stimato di 1,4 miliardi di dollari.
A pesare sono l’ingaggio in Arabia Saudita, i contratti con sponsor come Nike, Armani e Castrol, gli investimenti finanziari e il marchio CR7. Solo il trasferimento all’Al Nassr gli garantisce circa 200 milioni di dollari all’anno, tra stipendio e bonus esentasse, oltre a un ricco premio alla firma.
La frattura con l’Al Nassr
Nonostante i numeri e i gol, il rapporto con l’Al Nassr non è privo di tensioni. Ronaldo è convinto che il fondo PIF favorisca l’Al Hilal, lasciando la sua squadra con pochi rinforzi di peso.
Una convinzione che lo ha portato a disertare l’ultima partita del campionato saudita, gesto forte ma silenzioso. Ora CR7 è tornato ad allenarsi, ma il suo futuro resta incerto. Di un possibile addio se ne riparlerà soltanto dopo l’estate e, soprattutto, dopo i Mondiali del 2026.