La fascia arcobaleno vietata anche ai Mondiali femminili: ecco cosa ha deciso la Fifa

La Fifa applicherà lo divieto dei Mondiali in Qatar. Le nazionali femminili potranno scegliere tra otto messaggi inclusivi da diffondere durante le partite

La fascia arcobaleno vietata anche ai Mondiali femminili: ecco cosa ha deciso la Fifa
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La fascia arcobaleno "One Love", a sostegno dei diritti LGBTQ+, non potrà essere utilizzata ai prossimi Mondiali di calcio femminili, in programma in Australia e Nuova Zelanda (dal prossimo 20 luglio al 20 agosto). Lo ha deciso la Fifa, che applicherà lo stesso divieto, fatto valere per la Coppa del Mondo in Qatar, che provocò non poche polemiche, durante la manifestazione dello scorso inverno.

Cosa accadde in Qatar

Lasciò il segno la decisione portata avanti dalla Germania, alla quale era stato proibito di scendere in campo con la fascia arcobaleno. Durante la prima partita contro il Giappone, al momento della foto di squadra, tutti i giocatori scelsero di tapparsi la bocca in segno di protesta. Quello fu l’episodio più clamoroso, ma in realtà prima dell’inizio dei Mondiali erano state 8 le nazionali che si erano dichiarate pronte a protestare per la limitazione delle Fifa alla scelta di voler scendere in campo con la fascia arcobaleno. Poi dopo le sanzioni paventate, tutte o quasi le squadre decisero di tornare sui propri passi.

La decisione per i Mondiali femminili

Il divieto di indossare la fascia "One Love" non impedirà alle giocatrici di diffondere dei messaggi inclusivi. Proprio così secondo quanto stabilito dalla Fifa, durante le partite potrà essere utilizzata una fascia da capitano diversa da quella standard e con una versione comunque inclusiva che riguarderà temi scelti proprio di comune accordo con le nazionali partecipanti. Ci saranno diversi argomenti per cui si potrà manifestare indossando al braccio un messaggio sociale. E questi temi, come detto, sono stati scelti di tramite dei confronti tra le giocatrici e le agenzie delle Nazioni Unite.

Le 8 opzioni

Le squadre potranno optare tra otto possibilità offerte loro e che affrontano diverse questioni: "Uniti per l’inclusione", "Uniti per i popoli indigeni", "Uniti per l’uguaglianza di genere", "Uniti per la pace", "Uniti per l’istruzione per tutti", "Uniti per la fame zero", "Uniti per la fine della violenza contro le donne" e "Il calcio è gioia, pace, amore, speranza e passione". Le capitane delle squadre potranno giocare e diffondere uno di questi messaggi. Se non ci sarà quindi la fascia arcobaleno, ci saranno sicuramente altri e tanti colori disponibili, come quelli dedicati al rispetto delle origini. Inoltre le squadre potranno sposare una causa per l’intero torneo e cambiare messaggio a ogni partita o anche indossare una fascia neutra.

Addio polemiche?

Un punto d'incontro che dovrebbe evitare l'ondata di polemiche, vista durante i Mondiali in Qatar. Anche se qualcuno ha già polemizzato, ipotizzando invece che questo sia un modo per controllare i messaggi. Intanto il presidente Gianni Infantino ha voluto spiegare la posizione del massimo organo calcistico mondiale: "Il calcio unisce il mondo e i nostri eventi globali, come la Coppa del Mondo femminile FIFA, hanno un potere unico di riunire le persone e fornire gioia, eccitazione e passione. Ma il calcio fa anche di più: può puntare i riflettori su cause molto importanti nella nostra società.

Dopo alcuni colloqui molto aperti con le parti interessate, comprese le associazioni affiliate e i giocatori, abbiamo deciso di evidenziare una serie di cause sociali – dall’inclusione all’uguaglianza di genere, dalla pace alla fine della fame, dall’istruzione alla lotta alla violenza domestica – per le 64 partite a la Coppa del Mondo femminile FIFA".

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