Il Genoa batte l’Ascoli e vola in Serie A

Gli uomini di Alberto Gilardino vincono grazie alle reti di Bani e Badelj e complice il pareggio del Bari raggiungono il Frosinone in Serie A dopo la cocente retrocessione dello scorso anno. Capolavoro di Gilardino che ha preso una squadra scollata e l’ha ricompattata a sua immagine e somiglianza

Genoa CFC (Facebook)
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È arrivata anche la seconda promossa in Serie A. Si tratta del Genoa di Alberto Gilardino che poco fa ha conquistato aritmeticamente la promozione in massima serie a seguito della vittoria del Genoa sull’Ascoli per 2-1 e del contestuale pareggio del Bari per 1-1 contro il Modena.

Genoa che ha iniziato subito fortissimo, portandosi in vantaggio grazie alla rete di Bani che ha raccolto il pallone colpito da Sturaro sugli sviluppi di un corner e che era finito sulla traversa, facendo esplodere “Marassi”. Grifone che ha poi raddoppiato al 63’, sempre sugli sviluppi di una palla inattiva, grazie a Badelj, il quale dopo un rapido controllo ha gonfiato la rete. Rossoblù anche spreconi, perché avrebbero potuto chiudere la partita già tre minuti più tardi. Sabelli raccoglie su una ingenuità imperdonabile di Adjapong, salta Leali che lo stende. Sozza non ha dubbi e indica il dischetto. Dagli undici metri si presenta Massimo Coda che però si fa neutralizzare dal portiere degli ospiti la conclusione – quarto rigore parato in stagione su otto – e sulla ribattuta si supera nuovamente. La più classica regola del calcio poi trova immediata attuazione: gol sbagliato, gol subito. Un minuto più tardi Collocolo riceve ed entra in area, palla a Marsura che batte Martinez. Venti minuti finali fra sofferenza e speranza – il Bari vinceva 1-0 a Modena grazie alla rete di Ricci – fino all’esplosione alla notizia del rigore del pari al “Braglia” realizzato da Diaw. Recupero con tutta la Genoa rossoblù – fra “Marassi” e città – sintonizzata sul finale da Modena che arriva alle 15:56. Può partire ufficialmente la festa.

La straordinaria promozione del Grifone nasce tutta dall’avvicendamento in panchina fra Alexander Blessin e Alberto Gilardino. La prima partita l’8 dicembre contro il Sudtirol e subito una vittoria. Da allora l’ex campione del mondo ha conquistato ben 48 punti, figli di 14 vittorie, 6 pareggi e una sola sconfitta, quella col Parma del 5 febbraio.

Numeri che si riflettono anche sui gol segnati e, soprattutto, su quelli subiti. Migliore difesa del torneo – solo 22 gol concessi – insieme al Frosinone e ben 47 gol messi a segno, con Massimo Coda come miglior realizzatore – 10 gol stagionali per lui –, uno che in carriera ha gonfiato la rete per ben 114 volte nella sola cadetteria italiana (173 reti totali realizzate in 486 gare disputate). Genoa che però non è solo esperienza ma, soprattutto, giovani promesse divenute ormai elementi imprescindibili nello scacchiere tattico di Gilardino. Ne costituiscono un lampante esempio Dragusin e Frendrup – 21 anni ambedue – che hanno tirato la volata con addosso l’elmetto di elementi maggiormente utilizzati nella rosa. Per il difensore rumeno 36 su 36 in campionato e solo tre cartellini gialli ricevuti – quasi un paradosso per un centrale difensivo – senza mai saltare una gara. Dragusin che ha il vizio del gol, essendo andato in rete per ben quattro volte. Il centrocampista danese, invece, conta 35 presenza in campionato – ha saltato la gara contro la Spal del 25 febbraio – e si è dimostrato di grande duttilità tattica. L’ex Brondby è essenzialmente una diga in mezzo al campo, con ottima capacità, però, di recuperare palloni per ripulirli, smistandoli e facendo ripartire l’azione.

Il cambio impresso da Gilardino non si esaurisce nelle scelte tattiche e nelle rotazioni fra gli uomini a sua disposizione (soprattutto in attacco). Il vero cambiamento è stato quello della disposizione tattica: con Blessin il Genoa ha sempre giocato con la difesa a 4 – perdendo tanto a centrocampo – mentre l’ex bomber di Milan e Fiorentina ha preferito un graduale passaggio verso la difesa a 3, con due esterni a tutta fascia e una coppia d’attaccanti composta, quasi sempre, da una punta pura e uno agile in supporto.

Dopo un solo anno d’assenza, dunque, il Genoa fa ritorno in Serie A. Probabilmente non ci sarà ad attenderlo la Sampdoria e, di conseguenza, nessun “derby della Lanterna” da giocare a “Marassi”. Eppure nella città di Genova ci sarà una parte di popolazione che sicuramente festeggerà. Ci sarà una parte, quella rossoblù, che riversandosi nelle strade e nelle piazze intonerà le parole di Guasto D’Amore di Bresh. Perché alla fine è sempre così. Perché il calcio è lo sport degli ultimi romantici. Perché poi, sono le persone che nessuno immagina che possano fare certe cose quelle che fanno cose che nessuno può immaginare.

Lucidità, equilibrio e mentalità. Questa la ricetta vincente di Alberto Gilardino, colui che da traghettatore si è trasformato con rapidità in elemento fondamentale.

Ricetta che suona perfettamente con quelle strofe che ormai risuonano ogni sabato – e risuoneranno ogni domenica da agosto prossimo – fra le mura di “Marassi”: “Ho un guasto d’amore se vedo il Grifone, mi trema la pancia e grida la voce”.

Bentornata in Serie A, Genoa.

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