Calcio

Per tutti ora Simone Inzaghi è un allenatore top, ma prima o criticavano

Simone Inzaghi ha costruito un'Inter quasi perfetta capace di unire gioco, continuità e risultati. Il tecnico piacentino ora è nell'elite dei grandi allenatori ma fino ad un anno fa in molti non la pensavano così

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"Ha fatto il definitivo salto di qualità", "Lui è il più grande artefice di questa grandiosa stagione". Sono due dei commenti che vanno per la maggiore sul conto di Simone Inzaghi che ha chiuso questo suo triennio sulla panchina dell'Inter con il meritato scudetto numero 20, titolo che vale la seconda stella per il club nerazzurro. Il tecnico piacentino ha conquistato il sesto trofeo viste anche le tre supercoppe Italiane e le due Coppe Italia già messe in bacheca. Ora in tanti sono saliti sul carro di Inzaghi jr ma fino a poco più di un anno fa c'era chi lo criticava aspramente per le sue scelte, chi ne voleva l'esonero, dagli addetti ai lavori fino ad arrivare anche ad alcuni tifosi soprattutto per lo scudetto 2021-2022 che in tanti ritengono "regalato" al Milan di Pioli. Simone ha resistito alle critiche e con calma e pazienza è riuscito a tirare fuori il meglio dai suoi ragazzi, a cementare un gruppo già coeso e a togliersi prima la soddisfazione di giocare la finale di Champions League, persa per poco contro il City - per stessa ammissione di Pep Guardiola - poi quella di vincere questo grandissimo scudetto e in faccia ai cugini del Milan.

Stagione 2021-22, lo scudetto "regalato" al Milan

Nell'estate del 2021 Inzaghi passa dalla Lazio all'Inter per sostituire Antonio Conte. Simone parte bene, passa il girone di Champions League ed esce agli ottavi di finale giocandosela però alla pari contro il Liverpool. In campionato la sua Inter è travolgente, soprattutto da novembre a gennaio; ma a febbraio, esattamente il 5, succede qualcosa di inaspettato. I nerazzurri perdono per 2-1 il derby contro un Milan mai in partita fino al minuto 78' e sotto per una rete a zero. La doppietta di Olivier Giroud riapre i giochi scudetto con l'Inter che cade in un buco nero da febbraio fino a fine marzo. In aprile la ripresa e il ritorno in vetta alla classifica fino al 27 aprile, giorno del maledetto recupero di campionato contro il Bologna (gara non disputata a gennaio per i troppi casi di Covid tra le fila dei rossoblù). Il portiere Radu combina la frittata, il Milan ringrazia e vince lo scudetto all'ultima giornata proprio sull'Inter con Inzaghi che finisce sulla graticola. La società, però, gli dà fiducia e lo conferma sulla panchina per la stagione successiva.

Stagione 2022-2023, a un soffio dalla Champions

Il Napoli di Luciano Spalletti vince lo scudetto creando un solco sulle rivali, un po' come fatto dall'Inter in questa stagione. Gli azzurri si dimostrano superiori ma le rivali stentano e non poco in campionato con i nerazzurri che chiuderanno al terzo posto con ben 12 sconfitte sul groppone, alcune delle quali inspiegabili. Nel girone di Champions League, però, l'Inter tira fuori l'orgoglio e passa il girone di ferro con Barcellona e Bayern Monaco e grazie anche ai sorteggi fortunati che le abbinano Porto, Benfica e Milan vola in finale di Champions League poi persa contro il Manchester City. La partita di Barcellona del mese di novembre la svolta per la panchina di Inzaghi, che molto probabilmente sarebbe stato sollevato dall'incarico in caso di mancato passaggio del turno, visto il campionato altalenante disputato. Marotta e Zhang, però, danno ancora fiducia a Inzaghi che nel frattempo aveva messo in bacheca due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane.

Stagione 2023-2024, la grande cavalcata sempre in vetta

La stagione in corso è storia recentissima, con l'Inter che dopo la finale di Champions League persa sembra aver acquisito lo status di grande squadra. Tale consapevolezza, unita ad un gioco spumeggiante hanno così permesso a Inzaghi di ultimare un capolavoro chiamato 20esimo scudetto che vale anche la seconda stella, a testimonianza di come il lavoro paghi ma soprattutto di come nel calcio, nello sport e nella vita ci voglia sempre pazienza per arrivare a costruire qualcosa di importante e gli obiettivi prefissati. Inzaghi è passato dall'essere sull'orlo dell'esonero per molti, poco più di un anno fa, allo status di grande allenatore.

La sua educazione, calma, idee di gioco e umiltà gli hanno permesso di arrivare in alto con quest'Inter che verrà ricordata come una delle più belle di sempre. Resta la piccola macchia dell'eliminazione in Champions League, per mano dell'Atletico Madrid, ma siamo certi che nei prossimi anni la sua Inter tenterà nuovamente di arrivare lontana in Europa.

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