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Inchiesta sugli arbitri, 5 gli indagati noti ma gli iscritti sono di più. "Nessuno dell'Inter". Chi è il nuovo designatore ad interim

L'inchiesta, che riguarda in tutto 4-5 partite, è iniziata oltre un anno fa. Dall'Uefa allarme per gli Europei in Italia nel 2032

 Inchiesta sugli arbitri, 5 gli indagati noti ma gli iscritti sono di più. "Nessuno dell'Inter". Chi è il nuovo designatore ad interim
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Si allarga l'inchiesta sulla "nuova Calciopoli", che vede coinvolto il designatore degli aribtri Gianluca Rocchi, subito dimessosi. Sono cinque, al momento, gli indagati noti dell'inchiesta milanese sul sistema arbitrale, ossia quelli di cui si conoscono i nomi, ma da quanto emerge le persone iscritte sarebbero di più, anche perché alcune ipotesi di frode sportiva sono contestate in concorso con "più persone". I nomi sono quelli di Rocchi, Gervasoni, Nasca, Di Vuolo e Paterna.

Alla procura di Milano si respira un clima di tensione, che qualcuno ipotizza possa essere legato alla gestione dell'indagine da parte del pm rispetto ai vertici dell'ufficio. Nessuna comunicazione formale è stata rilasciata a riguardo. In realtà, dal 25 aprile, giorno dell'arrivo delle notifiche degli inviti a comparire a Rocchi e Gervasoni, non c'è stata alcuna nota ufficiale.

Intanto sul fronte sportivo dopo l'autosospensione di Rocchi ci sono due soluzioni possibili per la governance degli arbitri: una interna con il suo vice (Ciampi?), una esterna con Rizzoli o Rosetti. Il procuratore federale Chinè getta acqua sul fuoco: "Sull'inchiesta ricostruzioni fantasiose".

Inter e dirigenti nerazzurri non indagati

Gli indagati sono tutti legati "al mondo arbitrale", emerge dagli inquirenti, l'Inter e i suoi dirigente non risultano iscritti. L'inchiesta, che riguarda in tutto 4-5 partite, è iniziata oltre un anno fa.

Dino Tommasi designatore ad interim

È Dino Tommasi il designatore arbitrale ad interim per la serie A e B. Lo apprende l'Ansa in ambienti dell'AIA. Cinquanta anni, di Bassano del Grappa, prende il posto di Rocchi fino al termine dell'attuale campionato

L'allarme per gli Europei 2032 e le italiane nelle coppe

Dall'Uefa è arrivata una comunicazione alla Lega di serie A: nel caso in cui dovesse essere commissariata verrà revocata l’assegnazione all'Italia degli Europei del 2032, con il rischio anche, nella peggiore delle ipotesi, di una possibile esclusione dei club italiani dalle coppe.

Capello: "Nuovo illecito dopo Calciopoli sarebbe grave"

"Vorrei essere prudente perché l’ex designatore è solo indagato. Aspettiamo a trarre conclusioni affrettate, la mia speranza è che dell’accusa di concorso in frode sportiva non ci sia nulla di vero. Pensare a un nuovo illecito, dopo Calciopoli nel 2006, sarebbe grave", dice Fabio Capello in una intervista al Corriere della Sera. "Già a livello sportivo-agonistico abbiamo commesso errori così gravi che non ci siamo qualificati al Mondiale per la terza edizione consecutiva. Immaginare condotte poco limpide della categoria degli arbitri sarebbe bruttissimo. Ma io sono contrario a emettere sentenze anticipate - ha aggiunto - Innanzitutto il processo non è ancora iniziato. Non siamo arrivati neanche al rinvio a giudizio su un singolo e sembra che debba crollare il sistema calcio. Circoscriviamo le responsabilità".

Prandelli: "Va rivisto tutto"

"Nuova Calciopoli? Penso di no - dice l'ex ct della Nazionale Cesare Prandelli -. Sicuramente è stato un fulmine a ciel sereno, forse è stata una conseguenza di una gestione poco chiara. Quando abbiamo visto le prime immagini del Var, abbiamo detto che finalmente erano finite tutte le polemiche, che saremmo stati tutelati tutti. Invece abbiamo creato più confusione di prima. Forse dobbiamo rivedere delle regole, ci vorrebbe un ex calciatore lì a parlare con gli arbitri, per capire e valutare simulazioni o altri episodi. I calciatori sanno come ingannare gli arbitri, il gioco del calcio è un inganno. Forse i calciatori possono dare un contributo al direttore di gara per aiutarli. Va rivisto tutto il calcio, abbiamo bisogno di grandi cambiamenti, bisogna rifondare".

Abete: "Non diamo giudizi affrettati"

"Massima fiducia nella giustizia sportiva e ordinaria per approfondire quanto emerso", dichiara Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti e candidato alla guida della Figc. "Una nuova Calciopoli? Siamo a una fase iniziale, sarebbe un errore dare giudizi su situazione che non conosciamo".

In riferimento poi alla disponibilità della sua candidatura in vista delle elezioni del prossimo 22 giugno ha concluso: "Il vero rischio è che la personalizzazione delle candidature faccia dimenticare i problemi del calcio e le sue necessità. Quella che abbiamo è un'opportunità per fare un focus sui problemi. Se nascondiamo i problemi dietro le persone facciamo un errore per il mondo del calcio".

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