Troppa Inghilterra per gli azzurri: Scamacca non basta, finisce 3 a 1

Primo tempo equilibrato, con l'Italia che passa in vantaggio, poi Bellingham e le ripartenze in campo aperto ci condannano alla resa

Ansa
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L'Italia tiene bene per un tempo, ma si smarrisce gradualmente nella ripresa: a Wembley, contro l'Inghilterra, finisce 3 a 1.

Spalletti cambia molto rispetto alla sfida contro Malta, cercando energie fresche. Scalvini e Acerbi nel cuore della difesa, Udogie terzino sinistro, Frattesi e Cristante in mezzo, Scamacca ed El Shaarawy davanti. Nella nazionale dei tre leoni ci sono il gioiello Bellingham, Foden e Rashford alle spalle di Kane. Parte aggressiva l'Italia, tentando di andare subito a prendere alti gli inglesi. Ne esce un primo quarto d'ora rigido e rigato da due gialli per parte, fino a quando gli azzurri non la stappano gelando Wembley.

Al 16' Udogie - primo tempo luccicante, il suo - inizia un'azione che si sviluppa con il ribaltamento di fronte per Di Lorenzo: palla in mezzo con i tempi giusti e Scamacca la sbatte sotto la traversa, alle spalle di Pickford. Ammutoliti i sudditi di king Charles. Stordito l'equipaggio di Southgate, che infatti rischia di imbarcare il raddoppio una manciata di minuti dopo, non fosse che la botta di Scamacca - ancora lui - sibila a lato di due spanne.

Dura il giusto però. Al 28' Bellingham - il più atteso dei suoi - penetra in area dopo aver vinto un rimpallo con Scalvini e Di Lorenzo lo mette giù. Penalty che Harry Kane traforma glacialmente. L'Italia però non si scompone e, anzi, chiude in crescendo la prima frazione, con Udogie che spacca la retroguardia inglese e impegna Pickford, mentre i tentativi successivi di Berardi e Di Lorenzo vengono murati.

Ripresa che riparte in equilibrio, ma al '57 Bellingham scuote il match orchestrando un contropiede letale: sombrero a Scalvini in mezzo al campo, scarico a sinistra su Rashford che punta Di Lorenzo e trova l'angolo alla sinistra di Donnarumma. Spalletti prova a scuotere subito i suoi usando tre cambi; dentro Kean, Dimarco e Bastoni. Gli azzurri restano in partita, ma sono gli inglesi a sfiorare di nuovo il gol, stavolta con Foden, che costringe Donnarumma alla presa bassa. Noi, invece, continuiamo a giocare la palla ma diventiamo vaporosi sulla trequarti altrui e vulnerabili nelle ripartenze in campo aperto. Se poi si aggiungono le defaillance individuali, il tris è servito. Al '77 Scalvini e Bastoni combinano un mezzo disastro, Kane borseggia il pallone, li scherza entrambi e deposita la sua doppietta. Più nera che azzurra la notte londinese dei nostri.

Ora gli azzurri perdono le distanze e anche la capacità di gestire adeguatamente la sfera. Così la partita sfila via senza ulteriori sussulti. Il campo certifica il pronostico dei menagrami, stavolta lucidi, che ci volevano tecnicamente una spanna sotto. Ora tocca battere la Macedonia del Nord (ancora loro) e poi giocarsi tutto contro l'Ucraina. Non esattamente una passeggiata nel parco, ma nel calcio esistono le categorie, e stasera l'abbiamo capito di nuovo.

Inghilterra (4-2-3-1): Pickford - Walker, Stones (61' Guehi), Maguire, Trippier - Philips (68' Henderson), Rice - Foden, Bellingham (83' Grealish), Rashford - Kane. Ct: Southgate.

Italia (4-3-3): Donnarumma - Di Lorenzo, Scalvini, Acerbi (61' Bastoni), Udogie (61' Dimarco), - Barella, Cristante, Frattesi – Berardi (77' Raspadori), Scamacca (61' Kean) , El Shaarawy (86' Orsolini). Ct: Spalletti.

Arbitro: Turpin (Francia)

Reti: 16' Scamacca, 32' Kane (R), 57' Rashford, 77' Kane

Ammoniti: Phillips, Udogie, Di Lorenzo, Scalvini

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