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L'Inter ai raggi X: gli uomini di Inzaghi in corsa per il sogno

Reparto per reparto ecco i punti di forza e di debolezza dei nerazzurri allenati da Simone Inzaghi. L'Inter è pronta alla super sfida con il Manchester City di Guardiola

L'Inter ai raggi X: gli uomini di Inzaghi in corsa per il sogno

L'Inter di Simone Inzaghi è pronta per disputare la finale di Champions League contro il Manchester City di Pep Guardiola. Sono 100 i gol realizzati in tutte le competizioni dai nerazzurri, 55 quelli subiti così distribuiti: 71 realizzati e 42 subiti in Serie A, 7 fatti e 3 subiti in Coppa Italia, 19 segnati e 10 incassati in Champions League, più tre realizzati in finale di Supercoppa Italiana contro il Milan. In Champions, soprattutto, l'Inter ha vinto 7 partite (due volte contro il Viktoria Plzen, una volta contro il Barcellona, due volte contro il Milan, una volta contro il Porto e una volta contro il Benfica), ha pareggiato tre volte (due volte 3-3 contro i catalani al Camp Nou e contro il Benfica a San Siro e una volta per 0-0 a Oporto).

Due sole le sconfitte, entrambe subite nel girone, contro il Bayern Monaco ed entrambe le volte per 2-0. Di contro il City è imbattuto in Champions, ha vinto sette partite e ne ha pareggiate cinque, segnando di più e subendo meno reti dei nerazzurri (6 contro 10). I numeri sembrano essere tutti dalla parte degli uomini di Guardiola, ma quelli di Inzagh hanno trovato una compattezza nella fase ad eliminazione dirtta con soli tre gol subiti in una sola partita e ben cinque clean sheet da parte di André Onana.

L'Inter ai raggi X

La difesa

Partendo dal portiere, André Onana si è dimostrato una certezza assoluta tutte le volte che è sceso in campo. Gli errori si contano davvero sulle dita di una mano e quest'anno in stagione è stato incerto solo contro l'Empoli, sul gol di Baldanzi e contro la Salernitana sul cross di Candreva. In Europa l'ex Ajax si è spesso esaltato risultando decisivo contro il Barcellona a San Siro con alcuni interventi da grande portiere.

In difesa, poi, archiviato Milan Skriniar (che sarà in panchina ed eventualmente utile, ma anche no, a gara in corso) ci sono i tre baldi cavalieri di Simone Inzaghi ormai titolari inamovibili:

Matteo Darmian, classe 1989 e tuttofare che si è ritagliato un ruolo da protagonista in questa Inter grazie alla sua umiltà, professionalità e qualità. Duttilità e testa le sue armi migliori. Dalle sue parti agirà un certo Grealish ma lui ha già dimostrato di poter contenere giocatori del calibro di Leao, Kvaratskhelia e tanti altri anche in Europa.

Fracesco Acerbi: è lui la vera rivelazione dell'Inter di Simone Inzaghi. Arrivato a costo zero ma tra lo scetticismo dei tifosi nerazzurri, o di gran parte di essi per il suo passato rossonero, il 35enne di Vizzolo Pedrabissi ha subito dimostrato di non essere venuto a Milano a fare il comprimario ma il titolare. Preciso, pulito, puntuale, l'ex Lazio ne ha annullati parecchi e ora avrà il compito più difficile insieme ai suoi compagni: fermare Erling Braut Haaland.

Alessandro Bastoni: della difesa è il più giovane, classe 1999 ma già esperienza da vendere tra nazionale e Inter. Il mancino di Inzaghi, con piedi da centrocampista, avrà nella sua fascia di competenza un brutto cliente come Bernarndo Silva ma non solo dato che dovrà anche aiutare Acerbi con Haaland.

Pronti a subentrare: Danilo D'Ambrosio e Stefan de Vrij rappresentano l'usato sicuro e l'esperienza al servizio della squadra e di Simone Inzaghi. Il loro utlilizzo potrebbe anche non essere necessario ma bisognerà vedere cosa succederà nel corso della gara. Il primo è un talismano, il secondo un ex titolare che ha però ritrovato la serenità con prestazioni convicenti. Servirà una mano da parte di tutti per stanare il City. Nota a margine per Skriniar: lo slovacco tecnicamente è pronto per entrare ma eticamente non sarebbe giusto nei confornti di chi è arrivato a questa finale ma soprattutto di chi ha deciso di credere in tutto e per tutto nel progetto.

Gli esterni

Sugli esterni agiranno i due titolarissimi Denzel Dumfries e Federico Dimarco con Robin Gosens pronto a dare il cambio al giovane italiano, meno fisico rispetto al dirimpettaio olandese e dunque più incline alla stanchezza. Sulla destra Dumfries avrà il compito di aiutare Darmian con Grealish e dovrà cercare di affondare il colpo per mettere in difficoltà proprio l'inglese ma anche il difensore svizzero Akanji che agirà nella sua zona. Stessa cosa per Dimarco che dalle sue parti avrà Bernarndo Silva, da tenere in considerazione con Bastoni, e Walker in difesa. Senza dimenticare i continui raddoppi di Stones e Rodri in linee mediana. Il tedesco Gosens è pronto alla battaglia: la sua avventura all'Inter era partita con altri presupposti (di titolarità) ma il suo apporto alla causa, anche dalla panchina, è stato prezioso e a volte determinante. Ci sarebbre anche Raoul Bellanova ma difficilmente, a meno di clamorosi colpi di scena, lo si vedrà in campo all'Ataturk.

Il centrocampo

In mezzo sicuri di una maglia da titolare Nicolò Barella, quarto top scorer stagionale per l'Inter con 9 reti dietro a Lautaro Martinez, Lukaku e Dzeko e Hakan Calhanoglu. La terza maglia se la giocheranno Marcelo Brozovic, in forma e ritrovato, ed Henrix Mkhitaryan che si è fatto male nel corso del derby di ritorno di Champions League ma che sarà recuperato per Istanbul. Se l'armeno non dovesse dare garanzie dall'inizio sarà di sicuro staffetta con il croato anche se un Brozovic così sarà difficile da lasciare fuori. La mediana nerazzurra dovrà contrastare bocche di fuoco come Rodri ma soprattutto Kevin De Bruyne e il capitano Ilkay Gundogan che ha regalato al City una doppietta nella finale di FA cup vinta contro lo United. Poche chance per Krijstian Asllani e Roberto Gagliardini con quest'ultimo che disputerà la sua ultima presenza con la maglia nerazzzura.

L'attacco

Se il capitano Lautaro Martinez, 28 gol in 56 presenze complessive, è certo di un posto da titolare e di giocare presumibilmente tutta la partita, Lukaku-Dzeko è il grande dubbio che attanaglia la mente di Simone Inzaghi. 14 reti per entrambi in stagione, con il belga che ha giocato molto meno rispetto al bosniaco ma che oggi sta decisamente meglio. La difesa del City ha dimostrato di essere attaccabile con Ruben Dias al centro e Walker e Akanji sui lati più Stones mediano davanti alla difesa che hanno dimostrato diverse lacune. Il belga può essere quel giocatore devastante negli spazi e si trova alla perfezione con Lautaro Martinez.

Di contro, l'idea di Inzaghi (anche molto scaramantico) potrebbe essere quella di partite con il bosniaco dall'inizio, far sfiancare l'avversario per poi far entrare Romelu Lukaku a gara in corso. Dzeko è più un giocatore in grado di cucire il gioco, Lukaku è più quell'attaccante in grado di spostare gli equilibri con i suoi strappi (che sembrano tornati quelli di quando in panchina c'era Antonio Conte). Non solo, però, perché anche Joaquin Correa potrebbe essere gettato nella mischia qualora ce ne fosse bisogno: le sue due annate in nerazzurro non sono state memorabili, ma chissà che possa risultare decisivo a gara in corso proprio nella finale di Champions League...

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