La bruciante eliminazione dalla Champions League con la doppia sconfitta contro i norvegesi del Bodo/Glimt costa tanto all’Inter in termini di ricavi economici che sono più che dimezzati rispetto alla cavalcata (quasi trionfale) della scorsa stagione.
Le differenze con il 2025
Se il solo passaggio agli ottavi di finale avrebbe significato un incasso medio di 11 milioni di euro ai quali si devono aggiungere quasi 9 milioni di euro che sarebbero derivati dal botteghino, gli incassi sono nettamente inferiori rispetto alla scorsa stagione dove i nerazzurri si sono spinti fino alla finalissima contro il Paris Saint-Germain. Infatti, appena alcuni mesi fa i ricavi sono stati pari a circa 137 milioni di euro derivanti da tutte le voci: i vari passaggi del turno, il botteghino, gli introiti Uefa, il market pool (ricavi per la vendita dei diritti tv).
Ebbene, con l’eliminazione delle scorse ore, per la Champions League 2025-2026 l’Inter può contare soltanto su ricavi intorno ai 66 milioni di euro: calcolatrice alla mano si tratta di una cifra praticamente dimezzata.
Le parole di Marotta
Proprio sull’aspetto economico, però, aveva gettato acqua sul fuoco il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, che ai microfoni di SkySport, nel pre-partita, aveva fatto intendere che anche in caso di sconfitta e mancato passaggio del turno non sarebbe stato un dramma. “Quanto conta passare il turno per il bilancio? Economicamente è importante, ma non rilevante. Non è assolutamente un problema. È un appuntamento che gratifica la storia dell’Inter, ma anche se dovessimo uscire l’aspetto bilancistico lo andremmo a rimediare in corsa”.
È chiaro, comunque, che l’Inter dovrà fare comunque alcuni conti in tasca: se è vero che per lo scudetto sono i netti favoriti e l’eventuale vittoria del tricolore frutterà ricavi importanti, è sicuramente arrivata a un punto della
stagione inaspettata l’eliminazione dalla Champions League e, di conseguenza, alcuni calciatori “intoccabili” (da Thuram a Calhanoglu e Barella) potrebbero non esserlo più nella prossima finestra estiva di mercato.