Nella domenica dell'Inter c'è anche la partita col Torino, che nell'ultima mezz'ora torna Toro e riesce a rallentare la corsa nerazzurra verso lo scudetto. Se ne parlerà domenica col Parma: basterà vincere per trasformare il verdetto in aritmetica. Forse il caldo o forse la classifica: per un'ora, tutta dell'Inter, pare un'amichevole d'estate, fin lì 5 falli in tutto e zero ammoniti. Pare vacanza anche per Mariani, che torna ad arbitrare l'Inter dopo Napoli (25 ottobre) e il discusso rigore dato a Conte, che causò mille polemiche e due feriti (De Bruyne e Mkhitaryan). Poi però l'Inter esce mentalmente dal campo, il piano inclinato della sfida si ribalta e all'arbitro tocca prendere un'altra volta una decisione che farà discutere, soprattutto di questi tempi con i refoli che escono dal Palazzo di Giustizia milanese. Testa di Zapata e braccio di Carlos Augusto che gli sta a due spanne di distanza: roba di calcio, che il Var prima e l'arbitro poi trasformano in calcio di rigore. Segna Vlasic ed è il pareggio della beffa, a quel punto inevitabile, perché in vantaggio di 2 gol, l'Inter di fatto aveva smesso di giocare, con Chivu incapace di ridare la corrente con i cambi e persino col 4-4-2 dell'ultimo spicchio di partita. «C'è rammarico, avevamo la partita in mano. Forse sul 2-0 ho sbagliato anche io... il primo gol ci ha spaventato», dice Chivu, dribblando le chiacchiere giudiziarie e negando di averne parlato con la squadra. «Io con i miei giocatori discuto di calcio, preparo le partite».
Merito del Torino, dominato per l'intero primo tempo, non essersi arreso all'evidenza di un avversario più forte. Bravo D'Aversa a credere nella mezza impresa e più ancora i giocatori, cominciando dal Cholito Simeone, al decimo gol in campionato (quarto consecutivo in casa), bottino certo non banale in una squadra che viaggia poco oltre la linea della salvezza.
Numeri importanti anche quelli di Thuram (17esimo gol stagionale, 12esimo in campionato, il settimo segnato al Torino in 6 partite), che a metà del primo tempo aveva stappato la sfida con un enorme colpo di testa sull'ennesimo assist di Dimarco (neo primatista della materia in Serie A), regalando poi ai tifosi l'amarcord dello sciuscià, là dove una volta c'erano Ronaldo e Moriero.
Sempre di testa (di Bisseck), da angolo (sempre di Dimarco), il raddoppio nerazzurro. La partita sembra finita e invece non lo è. L'Inter fa in tempo a sbagliare ancora un paio di volte (soprattutto Bonny, lontanissimo da quello di inizio stagione), poi è il tempo del ribaltone granata.