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Juve, una partenza sprint per la cifra tonda di Spalletti

Il tecnico fa 300 successi in A battendo il "figlioccio" De Rossi, Di Gregorio para un rigore e blinda il risultato

Juve, una partenza sprint per la cifra tonda di Spalletti
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Se il Como rallenta e la Roma si ferma, la Juventus accelera: a lungo troppo timido e impaurito il Genoa per spaventare la squadra di Spalletti, che si gode così una pasquetta del tutto rilassata e rilassante e il suo 300° successo in Serie A. Due gol in meno di venti minuti (Bremer e McKennie) indirizzano la giornata, restituiscono il buon umore alla piazza e fanno felice John Elkann, in tribuna tranquillo e beato anche perché a un quarto d’ora dalla fine della partita Di Gregorio (subentrato all’infortunato Perin) ha parato un rigore a Martin. Risultato: la corsa al quarto posto e alla qualificazione Champions è più che mai aperta, i lariani sono adesso un solo gradino più su e la Roma è staccata di tre punti. In attesa del prossimo trittico di partite - Atalanta e Milan in trasferta, il Bologna in casa nel mezzo – la Signora è insomma ripartita nel migliore dei modi dimenticando i troppi alti e bassi vissuti prima della pausa, quando erano arrivate solo due vittorie in sette partite.

La sfida tra Spalletti e il suo figlioccio calcistico De Rossi è stata insomma vinta nettamente dal primo, la cui prossima firma sul prolungamento del contratto viene peraltro confermata dal ds Ottolini appena prima del calcio d’inizio: la Juve è consapevole della propria forza e ha le idee chiare, ripresenta addirittura David al centro dell’attacco e spinge soprattutto a sinistra. Il Genoa è invece troppo lungo in campo, è persino troppo presuntuoso nel presentarsi con due attaccanti più Messias e, soprattutto, non riesce a giocare due palloni decenti di fila: il doppio colpo firmato Bremer e McKennie – il quale, poi ammonito, salterà per squalifica la sfida contro l’Atalanta – è tanto rapido quanto inevitabile. Un colpo di testa su azione d’angolo e un contropiede ben gestito da Conceiçao: la ricetta è semplice, il Grifone va al tappeto e non ha la forza di rialzarsi, rischiando di subire altre reti anche prima dell’intervallo. Né la musica pare cambiare a inizio ripresa, perchè McKennie si divora il secondo gol della giornata – ma era stato più clamoroso quello del primo tempo - e David colpisce un palo con una conclusione dal limite. Un minimo di energia in più il Genoa la trova strada facendo, l’ingresso di Baldanzi a qualcosa serve ma il punteggio non cambia più: il Var concede un rigore ai rossoblù per fallo di Bremer su Martin, ma Di Gregorio (imbeccato da un foglietto di Pinsoglio) si riscatta da un periodo negativo e la Juve può chiudere in scioltezza.

La peggiore notizia della giornata a tinte bianconere è allora il nuovo fastidio muscolare patito da Vlahovic: il serbo ha infatti accusato un problema a un polpaccio durante il riscaldamento e se n’è tornato negli spogliatoi lasciando che sul prato ci andasse Milik. Come dire che difficilmente ci sarà sabato a Bergamo, contro l’Atalanta.

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