Si è spento a 79 anni, dopo una lunga malattia, l'ex centravanti di Napoli e Bologna Beppe Savoldi. La notizia l'ha data suo figlio Gianluca su Facebook: "Se ne è andato in altra dimensione il nostro grande Beppe. I suoi luoghi, la sua casa e i suoi affetti lo hanno accompagnato fino all'ultimo momento lasciandoci custodi dei valori e dell'amore che hanno sempre costituito la cifra del suo percorso terreno. Siamo molto fieri di tutto ciò, pur travolti dal dolore. Ringraziamo di cuore i medici e gli infermieri del Papà Giovanni XXIII e dell'Istituto Beato Palazzolo di Bergamo che hanno avuto cura di lui pur tra le sue amate mura domestiche. Eliana, Gianluca con Valentina, Guya, Gabriella, e i suoi adorati nipoti Lorenzo, Ludovico e Giorgio".
Nato a Gorlago, in provincia di Bergamo, il 21 gennaio 1947, dedicò tutta la sua vita calcistica al ruolo di attaccante, in prevalenza centravanti, anche se, per brevi periodi, gli capitò di essere impiegato anche sulla fascia sinistra o come mezzala. Forte di testa e in acrobazia, aveva un sinistro fulminante. In 405 presenze nella massima serie mise a segno 168 reti, vincendo la classifica capocannonieri nel 1972-73, con la maglia del Bologna. Per dodici volte riuscì a entrare nella top ten dei marcatori di Serie A. Nella sua lunga carriera, durata diciotto anni, indossò solo tre maglie: quella dell'Atalanta, dove esordì nel 1965, del Bologna, del Napoli, poi di nuovo del Bologna per chiudere dove aveva iniziato, a Bergamo, nel 1982-83. Poche le apparizioni con la maglia azzurra: sette volte nella Under 21 (1 gol) e quattro volte con la Nazionale maggiore (un gol).
Mel luglio 1975, dopo sette stagioni giocate col Bologna e 85 reti messe a segno, fu ceduto al Napoli per la cifra, all'epoca record, di un miliardo e 400 milioni di lire, più il cartellino di un giocatore (il brasiliano Sergio Clerici, detto Gringo) e la metà di un altro (Rosario Rampanti), complessivamente valutati 600 milioni. In totale il passaggio di Savoldi all'ombra del Vesuvio costò dunque due miliardi di lire e così per il bomber bergamasco scattò subito il nomignolo "mister due miliardi". All'epoca lo stipendio medio di un operaio o impiegato ammontava a circa 200mila lire e una Fiat 127 costava 1,1 milioni, pari a circa 5-7 mensilità.
Quel trasferimento, in un periodo di crisi economica e recessione, destò non poche polemiche, a Napoli e non solo. Il "caso" finì addirittura in Parlamento. Ma la passione per il calcio superò tutto e, grazie anche a quell'operazione di mercato (con la Juventus che, dopo averlo puntato a lungo, rimase a bocca asciutta) il club partenopeo vendette 75mila abbonamenti per un incasso di circa tre miliardi di lire.
Nell'estate 1979 Savoldi tornò al Bologna, con la fascia di capitano. Rimasto coinvolto nello scandalo del Totonero rimediò una pesante squalifica: 3 anni e mezzo. Con la vittoria dei Mondiali dell'Italia, nel 1982, ci fu un'amnistia generale e anche Savoldi ne beneficiò, riuscendo a tornare a giocare. Militò nell'Atalanta, in Serie B, dove chiuse la carriera disputando sedici gare e segnando una rete.
Tra la fine degli anni Ottanta e i primi del Duemila fece l'allenatore, guidando diverse squadre di Serie C (Carrarese, Spezia, Lecco, Siena e altre). Per anni si divertì come opinionista in diversi canali tv.
Il cordoglio di Napoli e Bologna
"Il presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la SSC Napoli esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Beppe Savoldi, straordinario bomber azzurro dal 1975 al 1979 e indimenticabile emblema del calcio italiano", si legge in un post sui social del Napoli. "Con la maglia del Napoli ha vinto una Coppa Italia il 29 giugno 1976, realizzando una doppietta nella finale contro il Verona. Ciao, Beppe!".
"Idolo di una generazione di tifosi del Bologna - scrive in un comunicato il club felsineo - fu il bomber simbolo degli anni Settanta, fortissimo di testa e in acrobazia, una sentenza con il sinistro, quasi sempre in doppia cifra: il primo nostro Beppegol, al Bologna dal 1968 al 1975 e di nuovo nel 1979-80 dopo le stagioni a Napoli, con la maglia
rossoblù ha infatti segnato 140 volte (4° all-time, primo assoluto del Bfc in Coppa Italia con 27 gol) in 317 presenze. Tutto il Bologna Fc 1909 ricorda con affetto Beppe e rivolge alla famiglia le più sentite condoglianze".