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Lutto nel mondo del calcio: è morto Gianluca Cherubini

È stato anche un calciatore della Roma di Mazzone e Totti: un aneurisma cerebrale lo ha costretto al ritiro nel 2006, ecco la carriera del talentuoso Cherubini

Lutto nel mondo del calcio: è morto Gianluca Cherubini
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All’età di 52 anni si è spento all’ospedale Tor Vergata di Roma l’ex difensore e centrocampista Gianluca Cherubini. Nella sua brillante carriera ha fatto la scalata dalle serie minori fino in Serie A indossando anche la maglia della Nazionale italiana Under 21 con la quale ha vinto anche un campionato europeo. Romano di nascita, era malato da tempo ma le sue condizioni di salute si sono aggravate nei giorni scorsi a causa di un malore che lo ha costretto al ricovero.

I messaggi di cordoglio

La notizia della sua scomparsa è stata data su Facebook dal caro amico Alessandro Battisti. “Non ci sono parole. Una vita a 220 km all’ora, sempre in bilico e sull’orlo del burrone. Mi mancherai. Riposa in pace amico mio”.

Tra le prime società a esprimere ricordo e vicinanza alla famiglia c’è la Reggiana, società nella quale Cherubini ha militato per oltre dieci anni (non in modo consecutivo). “AC Reggiana si unisce a tutta la famiglia granata nel dolore per la scomparsa all’età di 52 anni di Gianluca Cherubini, ex-calciatore che ha militato nel club tra il 1992 e il 2002, disputando 150 gare come centrocampista tra Serie A, Serie B e Serie C. La Società porge le più sentite condoglianze alla famiglia Cherubini. Ai suoi cari si rivolge il pensiero di tutta l’AC Reggiana”.

La carriera di Cherubini

Dopo aver iniziato a dare i primi calci al pallone nelle Giovanili di Monza e Lodigiani, la prima squadra di club è stata proprio la Reggiana. Significativa anche la stagione nella Roma tra il 1995 e 1996 dove ha condiviso lo spogliatoio con l’allora allenatore Carlo Mazzone e ovviamente l’ex capitano giallorosso Francesco Totti. Poi arriveranno anche club come Chieti, Torres, Giulianova. L’addio al calcio è stato causato da un aneurisma che lo ha colpito il 13 aprile 2006 durante la partita contro il Novara. La sua vita è stata in bilico con 12 giorni di coma ma poi si è ripreso alla grande: infatti, è riuscito a tornare in campo soltanto per alcune gare con la maglia del Chieti prima del ritiro definitivo.

Lontano dal calcio, la sua vita è

stata segnata da vicende giudiziarie ma anche la vita personale è stata piena di difficoltà a causa delle sue precarie condizioni di salute dovute a un tumore (poi superato) e la dialisi per il malfunzionamento dei reni.

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