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Il Milan alle prese con un finale da 100 milioni di euro

Tanto vale blindare il secondo posto e la Champions. Oggi il Sassuolo bestia nera di Max

 Il Milan alle prese con un finale da 100 milioni di euro
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Da oggi a Reggio Emilia, al cospetto della sua bestia nera Sassuolo (ai tempi del primo Milan ne provocò l'esonero con i 4 gol di Berardi), il Milan prepara il suo futuro. «Dobbiamo conquistare 6 punti per avere la certezza della Champions che vuol dire avere o non avere 100 milioni da investire sul mercato» la spiegazione didascalica dell'ossessione di Max Allegri. Che in vista di tutto ciò comincia a collaudare Jashari nella posizione di sostituto naturale di Modric fermato dalla capocciata allo zigomo di Locatelli e Nkunku per capire se l'attacco rossonero riesce a sbloccarsi e il francese può restare nella pattuglia prossima.

Nel frattempo il tecnico scolpisce anche la quota verde del Milan che verrà citando gli esponenti del settore giovanile che ne faranno parte («oltre a Gabbia, Bartesaghi e Torriani terzo portiere, torneranno Camarda e Comotto» le anticipazioni sul tema mercato) ma pensando soprattutto al presente.

E cioè al Sassuolo (che «può fare gol in qualsiasi momento, e il suo allenatore Grosso che conosco bene dai tempi della primavera della Juve è la rivelazione della serie A») e al recupero di Pulisic destinato alla panchina con la premessa che «ora bisogna mettere da parte gli obiettivi personali e pensare a quelli della squadra». Nell'occasione Max si concede una sola occasione per rispondere alla narrazione di Chivu sul calcio italiano cambiato («dal 2010 a oggi una sola squadra, la Juve di Sarri, ha vinto lo scudetto senza avere la miglior difesa!») e difende gli arbitri spazzati via dal tornando Ascione («non ho nessuna idea, tutti parlano senza avere la competenza, so soltanto che nell'ultima giornata han lavorato bene») mentre si intrattiene a fatica sulla polemica «bel calcio Psg-Bayern, brutto calcio Milan-Juve».

«Sono state due partite diverse, una esaltata dai gesti tecnici dei singoli» liquida così e tanti saluti ai sapientoni che non hanno mai allenato nemmeno i bambini delle scuola-calcio. «I fischi a Leao? Sono un gesto d'affetto» la chiusura.

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