Dall'Arabia Saudita passando per il Qatar, E poi la tappa di Londra per finire con un giro d'Italia da Nord a Sud, Isola (la Sardegna) compresa. Forse nemmeno da calciatore Rino Gattuso aveva fatto così tanti chilometri in poco tempo. Oggi mancherà un mese esatto al primo dei due ostacoli finali per il Mondiale e il ct sta varando la Nazionale, che dovrà strappare il pass iridato, a suon di «smart working», visite a domicilio e cene aggreganti. Mentre il nostro calcio registra le difficoltà dei club in Europa e passa dalle polemiche dei presidenti ai tavoli su riforme e fischietti, l'Italia si sta organizzando nell'ombra.
Gattuso, che nei primi tre mesi e mezzo di lavoro aveva svolto con i 38 calciatori convocati appena 17 sedute di allenamento, aveva salutato il gruppo la sera del capitombolo con la Norvegia (il 16 novembre scorso a San Siro). Tramontato il già utopistico stage di febbraio, potrà tornare ad allenarlo a Coverciano lunedì 23 marzo. La certa qualificazione della Fiorentina agli ottavi di Conference non consentirà infatti nemmeno l'anticipo di un giorno del ritiro. Dunque, i 28 convocati si ritroveranno a sole 72 ore dalla gara con l'Irlanda del Nord a Bergamo e, si spera, a 8 giorni dalla sfida decisiva in Galles o Bosnia.
Più con delusione che con rabbia, lo staff azzurro ha usato l'arte creativa di arrangiarsi. Così, partendo dalla chat di gruppo e il lavoro a casa, Gattuso si è prima recato in Arabia per parlare con Retegui, ha poi deviato in Qatar dove ha posto le basi di un possibile ripescaggio di Verratti, si è quindi fermato a Londra dove ha incontrato gli azzurri della Premier, da Donnarumma al Chiesa ancora oggetto avulso del suo gruppo. Infine il tour italiano: la cena a Milano con i calciatori delle squadre del Nord già convocati e le possibili new entry Bartesaghi e Miretti; quelle a Roma e Napoli per gli azzurrabili del Centro Sud (aggregato Vergara, ricevuto il doloroso rifiuto di Di Lorenzo - che si fece male anche alla vigilia del precedente spareggio mondiale nel 2018 - e un lungo colloquio col Buongiorno da recuperare). Per concludere, il viaggio a Cagliari per incontrare Caprile (già convocato a novembre) e il giovane Palestra.
«Dovremo essere ancora più determinati», il messaggio che il ct ha ribadito nelle varie cene (o sarebbe meglio chiamarle riunioni tecnico-motivazionali) con una cinquantina di calciatori. Se «il patto della bistecca» avrà funzionato, lo sapremo solo tra un mese...