Inevitabile rifondazione. Il giorno dopo l’amarezza per l’eliminazione della Nazionale di calcio è ancora più grande ed evidente. Terzo Mondiale consecutivo senza gli azzurri con i vertici dirigenziali (Gravina su tutti) che dovranno prendersi le giuste responsabilità e capire il dà farsi a bocce ferme. Intanto, a caldo, è il capo delegazione Gianluigi Buffon che fa intendere chiaramente quale potrebbe essere il suo futuro che appare sempre più lontano da Coverciano.
L’amarezza di Buffon
Il portiere campione del mondo nel 2006 (ormai 20 anni fa), al termine della disfatta di Zenica, ha già svelato quale sarà la sua scelta alla fine della stagione. “Per le corrette valutazioni dobbiamo prenderci il tempo necessario, la stagione sportiva finisce a giugno. Adesso posso dire che nei prossimi tre mesi resterò a disposizione della Figc che ha avuto fiducia in me”.
È facile intuire che potrebbero essere gli ultimi 90 giorni di Gigi in Nazionale. Anche perché, quando è stato scelto Rino Gattuso come Ct dell’Italia, l’ex portiere era stato chiaro: in caso di mancata qualificazione ai Mondiali 2026 si sarebbe fatto da parte.
Il ruolo di capo delegazione
Oltre a rappresentare il presidente federale e la Figc nelle occasioni ufficiali (dal 6 agosto 2023), questo ruolo impone la promozione dell’identità della Nazionale italiana così come il “trasferimento” a calciatori e staff delle norme di comportamento da adottare, il rispetto dei princìpi e dei valori enunciato nello Statuto federale. Sicuramente le colpe della disfatta non sono certamente di Buffon che ha saputo ricoprire questo ruolo al meglio ma è chiaro che anche le riflessioni riguardano anche il 48enne di Carrara.
“Uno degli obiettivi che ci siamo prefissati era che qualcosa cambiasse e migliorasse, ma l’obiettivo principale era andare ai Mondiali e il non esserci andati ci porta tutti a fare delle valutazioni a caldo - ha aggiunto Buffon dopo la gara contro la Bosnia-Erzegovina.
“In questo momento è quello che fa male e rischia di far ragionare in maniera contorta e poco lucida. Mi fermo qua, fino a giugno ci siamo, poi per le altre valutazioni vediamo come si dipana la matassa".