Totti e Spalletti fanno pace (con lo zampino di Fiorello): ecco dove avverrà l'incontro

L'ex capitano della Roma protagonista al debutto di Viva Rai 2. Fiorello ha chiamato il ct della Nazionale e i due si sono dati appuntamento all'ospedale Bambin Gesù

Totti e Spalletti fanno pace (con lo zampino di Fiorello): ecco dove avverrà l'incontro
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Pace fatta tra Francesco Totti e Luciano Spalletti, in diretta a 'Viva Rai2', lo show di Fiorello tornato oggi sulla seconda rete. L'ex capitano della Roma è stato ospite del programma nella nuova location del Foro Italico ma prima si è collegato dallo stadio Olimpico dove ha accennato, solo sul prato, "Grazie Roma" di Antonello Venditti. Poi ha raggiunto Fiorello, il quale, avendo letto dell'apertura alla "pace" tra Totti e il suo ex allenatore, ha chiamato Spalletti in diretta. I due si sono dati appuntamento per un abbraccio all'ospedale Bambin Gesù, che entrambi frequentano per progetti di solidarietà.

Cosa è successo a Viva Rai2

Nei giorni scorsi Totti in un’intervista aveva detto di voler fare pace con Spalletti e riabbracciarlo. L’allenatore della Nazionale aveva risposto dicendo che non aveva mai smesso di abbracciarlo. Totti arriva e si siede vicino a Fiorello. A quel punto Fiorello chiama in diretta Spalletti. La prima volta il ct attacca il telefono. Poi richiama: "Ho visto il tuo nome e mi sono precipitato a richiamarti", dice. Fiorello garantisce che non è un imitatore.

Poi gli spiega che di fianco a lui c’è Totti. "Ce l’ho presentissimo il falso nueve e anche 10", dice l’allenatore. Poi è il momento del colloquio tra i due:"Sto bene, adesso che ti sento anche un po’ meglio", dice Spalletti. "Ci sarà occasione per fare pace, non davanti alle telecamere", dice Totti. Spalletti lo invita al Bambin Gesù, dove ha in programma un’iniziativa benefica. "Meglio donar quel momento a tanti bambini che conosciamo e con cui abbiamo condiviso la conoscenza a Roma", gli risponde Spalletti. Totti dice sì. "E pace fu", conclude Fiorello.

La ricostruzione

Amore prima, odio poi e infine la tregua. Quello tra Totti e Spalletti è stato un rapporto dai due volti. L'ex calciatore della Roma, ha trovato inizialmente nel toscano un tecnico a lui congeniale, con il quale ha creato un feeling particolare dentro e fuori dal campo. Qualcosa poi però si è incrinato quando l'allenatore è tornato nella Capitale nella sua seconda esperienza in giallorosso.

Il numero 10, alle prese ormai con la fase finale della sua carriera, ha svelato poi nel suo libro di aver percepito un atteggiamento diverso da parte del suo allenatore."L’altra volta ti ho permesso tutto, Francesco, ora non più. Devi correre come gli altri, anche se ti chiami Totti", questo il senso del discorso che il tecnico ha fatto al capitano, con riferimento in particolare a quanto accaduto nella prima gestione.

Che il feeling del passato fosse solo un ricordo, lo si capisce subito. Totti in un'intervista alla Rai, esce allo scoperto, in merito anche al poco spazio concessogli dal tecnico: "Mi sento ancora un calciatore e voglio giocare, l'infortunio è alle spalle: sto bene e se sto fuori è solo per scelta tecnica. Spalletti? Con lui buongiorno e buonasera... Speravo che le cose lette sui giornali me le dicesse in faccia, anche se come tecnico lo stimo, penso abbia le carte in regola per rimanere".

L'intervista solleva un polverone a Trigoria, con Spalletti che decide di escludere il capitano dalla lista dei convocati. Il giocatore lascia il centro sportivo, tornando a casa. Nella biografia svelerà poi i retroscena di quel confronto acceso: "Tu ormai sei come gli altri, dimenticati di essere insostituibile – le parole di Spalletti che ha sempre smentito di aver cacciato il giocatore, ndr -. Hai sbagliato e adesso vai a casa", con la risposta del Pupone "Vigliacco, adesso che non ti servo più mi rompi il ca…?. Hai una missione, portala a termine".

L'ex bandiera giallorossa ha sempre ribadito l'idea che la dirigenza targata Pallotta, con la complicità di Spalletti (che ha sempre smentito "La Roma sapeva dall’inizio della stagione che non avrei mai firmato il rinnovo del contratto e dunque Totti, senza di me, avrebbe potuto rimanere") abbia fatto il possibile per mandarlo via.

Un pensiero confermato nel capitolo "Il secondo tragico Spalletti" del suo libro, e anche nel docufilm "Mi chiamo Francesco Totti" con queste parole:"È stata una cattiveria. Mi hanno cacciato da Trigoria, da casa mia".

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