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Truffa alla madre di Adriano e l’ex Imperatore attacca: "Restituisci i soldi o verrò a cercarti"

Un truffatore si spaccia per Adriano e convince la madre a versare oltre 15 mila reais su un conto falso. L’ex calciatore racconta l’episodio online e lancia un duro avvertimento

Foto LaPresse/Instagram
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Una truffa costruita nei minimi dettagli, resa ancora più insidiosa dall’uso dell’intelligenza artificiale e dalla capacità di imitare una voce familiare. È quanto accaduto alla madre del calciatore Adriano Leite Ribeiro, l’ex attaccante simbolo del calcio brasiliano conosciuto da tutti come l’“Imperatore”, finita vittima di un impostore che si è spacciato per il figlio. A rendere pubblico l’episodio è stato lo stesso Adriano, che ha deciso di lanciare un allarme attraverso i social network.

Un numero falso e una voce credibile

Il raggiro è avvenuto attraverso un finto numero di telefono, apparentemente riconducibile all’ex calciatore. Dall’altra parte della linea, una voce che la donna ha riconosciuto come quella del figlio. Nessun sospetto iniziale, nessun campanello d’allarme, la richiesta di denaro è sembrata legittima, tanto da convincerla a effettuare un bonifico di oltre 15 mila reais, circa 2.400 euro, su un conto che si è poi rivelato falso.

Secondo quanto raccontato da Adriano, l’impostore avrebbe sfruttato tecnologie di intelligenza artificiale per rendere la comunicazione ancora più credibile, una tecnica sempre più diffusa nelle truffe digitali degli ultimi anni.

Il racconto sui social

A denunciare pubblicamente l’accaduto è stato lo stesso ex attaccante, che ha scelto Instagram per spiegare quanto successo e mettere in guardia il suo pubblico. In un video pubblicato nelle storie, Adriano ha parlato con tono serio e visibilmente provato: "Ciao a tutti, sono qui per avvisarvi di una cosa molto seria. Mia madre ha appena depositato più di 15 mila reais su un conto di un uomo che si spacciava per me". Un messaggio diretto, senza filtri, pensato non solo per raccontare la vicenda personale, ma anche per evitare che altre persone possano cadere nello stesso tipo di trappola.

L’avvertimento ai follower

Nella sua live, Adriano ha chiarito un punto fondamentale, il suo numero di telefono è sempre lo stesso. Un dettaglio che, secondo l’ex calciatore, deve far scattare l’allarme in caso di richieste di denaro o comunicazioni sospette. "Non fatelo, il mio numero è sempre lo stesso", ha ribadito, invitando amici, familiari e fan a verificare sempre l’identità dell’interlocutore prima di compiere qualsiasi operazione finanziaria.

La rabbia dell’ex campione

Il tono del messaggio cambia quando Adriano si rivolge direttamente al truffatore. Le parole diventano dure, cariche di rabbia e frustrazione. "È meglio che restituisci i soldi, perché verrò a cercarti", ha affermato senza mezzi termini.

Poi l’avvertimento più forte, legato alla sfera privata e familiare: "Con la mamma, la nonna e la famiglia non si scherza". L’ex attaccante ha anche fissato un ultimatum preciso, concedendo 24 ore di tempo per la restituzione del denaro sottratto.

Un fenomeno in crescita

Il caso che ha colpito la famiglia di Adriano si inserisce in un contesto più ampio, quello delle truffe digitali sempre più sofisticate. L’uso dell’intelligenza artificiale consente oggi di imitare voci, stili di scrittura e persino volti, rendendo i raggiri difficili da individuare, soprattutto per le persone meno abituate a confrontarsi con queste tecnologie.

“Fate attenzione”

Nel suo messaggio conclusivo, Adriano ha voluto allargare il discorso a tutti. "Fate attenzione, ci sono molti truffatori in giro", ha detto, sottolineando come il limite venga superato quando si colpiscono gli affetti più cari. "Quando si tocca la famiglia, è diverso". Un appello alla prudenza che va oltre la sua esperienza personale e che suona come un monito per chiunque utilizzi quotidianamente telefono e strumenti digitali.

Chi è Adriano

Adriano Leite Ribeiro è stato uno dei centravanti più potenti e iconici dei primi anni Duemila. Cresciuto calcisticamente in Brasile, ha raggiunto l’apice della carriera con la maglia dell’Inter, diventando uno degli attaccanti più temuti d’Europa grazie a un sinistro devastante e a una forza fisica fuori dal comune.

Con i nerazzurri ha conquistato due Scudetti e numerosi trofei nazionali, lasciando un segno indelebile nei tifosi.

In patria è ancora oggi conosciuto come l’“Imperatore”, soprannome che racconta il suo impatto sportivo e simbolico, nonostante una carriera segnata anche da difficoltà personali e momenti complessi lontano dal campo.

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