Calendar Girl senza tempo

di Nino Materi

Fenomenologia dei Calendar Girls. In origine (siamo nel 2003) fu un film di Nigel Cole, basato sulla vera storia di un gruppo di donne dello Yorkshire che produsse un calendario sexy con loro fotografie di nudo per raccogliere fondi a sostegno della ricerca contro la leucemia.

In tempi più recenti (2016) «Calendar Girl» di Audrey Carlan è stato eletto «libro più sensuale del mondo» da una giuria - forse - di 50 cinquantenni reduci dalla letture di «Cinquanta sfumature di grigio»... Tutto questo preambolo cinematografico-letterario solo per dire che l'approccio al binomio calendario(calendar)-ragazze(girls) può seguire percorsi imprevedibilmente «alti», pur rispondendo a istinti spesso decisamente «bassi».

Una guerra di pulsioni che vanno dalla ricerca affannosa su eBay dell'introvabile calendario di Emanuela Folliero (anno di grazia 2000, e che grazia!) fino alla bellezza patinata del The Call Pirelli, emblema da sempre del glamour-chic d'autore. Una fotografia artistica che accomuna anche il calendario Campari e quello Lavazza, alla ricerca di una dimensione da «effetto wow». Scelta obbligata, considerato che l'amarcord per i calendari da cabina del camion o da officina meccanica non ha più diritto di cittadinanza nella metropoli nostalgica dei voyeur cartacei. I gusti, per fortuna (ma sarà poi vera fortuna?), si sono raffinati e oggi il Calendar Girl di ultima generazione può essere attaccato senza imbarazzi sulla parete del soggiorno. Altro che il muro del tinello o, peggio, del bagno. Uno scatto come quello che campeggia in questa pagina è roba da incorniciare, non certo da compulsare famelicamente come accadeva con altri ex mitici calendari «azzera-diottrie» degli anni '90: da Elisabetta Canalis a Luisa Corna; da Sabrina Ferilli ad Anna Falchi; da Monica Bellucci a Valeria Marini; da Natalia Estrada a Paola Barale, tanto per rimanere tra le nostre glorie nazionali.

«Alti» e «bassi», certo, con gli occhi che però non disdegnavano neppure le zone centrali e posteriori. Già, la bellezza. Chi meglio del calendario di Miss Italia può declinarla con i tempi aggiornati della contemporaneità? Patrizia Mirigliani, seguendo le orme del padre, lo fa da una vita. Ma quest'anno si è superata. Sul calendario dedicato alle reginette del «suo» concorso, ha puntato soprattutto su Chiara Bordi, la miss con la protesi che ha sconfitto a colpi di sorriso la viltà dei pregiudizi.

«Non sono una modella, né una star - dice Chiara -, ma solo una ragazza normale che ha avuto una grande opportunità, prima con il concorso di Miss Italia e ora con il calendario: far capire alla gente che l'handicap non è mai un limite ma una risorsa per crescere».

«La partecipazione di Chiara a Miss Italia - racconta Mirigliani - ha segnato un punto di svolta nella cultura del nostro Paese. Per una volta siamo finiti sui giornali di tutto il mondo per una cosa bella: il consenso ottenuto da Chiara all'interno di un concorso di bellezza. Lei, vittima di un incidente che le ha portato via mezza gamba. Ma non certo la voglia di vivere, combattere e vincere».

Vincere anche contro chi, guardando la foto qui sopra, avrà qualcosa da eccepire. Chiara, per tutto il 2019, li fisserà dal suo calendario. Ogni giorno, per 12 mesi, sarà una battaglia. Che vale la pena combattere.

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