Camorra, omicidio dell'Acquapark: da 6 mesi sparito baby-testimone

Un ragazzo di 15 anni, testimone di un delitto avvenuto il 10 agosto del 2007 al parco acquatico Magic World di Licola (Napoli), è irreperibile

Camorra, omicidio dell'Acquapark: 
da 6 mesi sparito baby-testimone

Napoli - Un ragazzo di 15 anni, testimone di un delitto avvenuto il 10 agosto del 2007 all’esterno del parco acquatico Magic World di Licola, nel Napoletano, e che avrebbe dovuto testimoniare in tribunale, è irreperibile insieme con la madre. Da circa sei mesi - del fatto riferiscono organi di stampa - non si hanno più notizie del giovane che avrebbe dovuto deporre sull’omicidio di Nunzio Cangiano, 46 anni, ritenuto presunto scissionista della camorra, ucciso a colpi di pistola mentre si trovava in fila davanti al botteghino del parco.

Sparito nel nulla Avrebbero dovuto testimoniare in un processo di camorra, ma da sei mesi hanno fatto perdere le proprie tracce. Sono un baby-testimone e la madre che, il 10 agosto del 2007, assistettero all’omicidio di Nunzio Cangiano. L’uomo, 46 anni, fu assassinato dinanzi ai loro occhi mentre era in fila per entrare nel parco acquatico "Magic World" di Licola, in provincia di Napoli. La vittima era insieme alla famiglia e, secondo gli investigatori, sarebbe finita nel mirino dei sicari per essere passata dalle fila dei Di Lauro a quelle dei cosiddetti scissionisti.

Una testimonianza preziosa All’epoca dei fatti il ragazzino aveva 13 anni e raccontò tutto quello che aveva visto. Fu così arrestato Mario Buono, un pregiudicato di 24 anni, che però ha sempre respinto le accuse dichiarandosi innocente. In un primo gli inquirenti - secondo quanto riportano oggi alcuni quotidiani - erano rimasti in contatto sia con il ragazzino che con la madre, ma da marzo hanno fatto perdere le proprie tracce. Pare siano all’estero, ma nessuno sa dove. Il dato è stato acquisito ieri dai giudici della Corte d’Assise di Napoli dove si sta celebrando il processo nei confronti di Buono. Intanto gli investigatori hanno saputo che la donna, lo scorso 10 scorso, era stata investita da un’auto pirata. Ricoverata presso l’ospedale di Giugliano era stata dimessa dopo due giorni fornendo un indirizzo e un recapito telefonico al quale non ha mai risposto.