La candidatura Biasotti disturbata dalla questione Nord

La candidatura Biasotti disturbata dalla questione Nord

(...) il perché di tutta questa superficialità - è il commento del coordinatore regionale ligure del partito -. Ci siamo messi a lavorare un anno fa e abbiamo preparato bene ogni mossa. Ora ci stiamo rovinando, non è un bel segnale». Per Scandroglio non ci sono margini per vedere un cambio di candidato in corsa nella nostra regione e vede la Liguria al centro di «un gioco delle parti per la partita su Lombardia e Veneto». «Una competizione complicata con la Lega Nord che vede coinvolta anche la nostra regione (si parla di Sonia Viale proposta dal Carroccio ndr), ma sono sole chiacchiere». Discorsi, anche perché, ricorda il parlamentare del Popolo della Libertà, «Scajola già tempo fa aveva ribadito di non essere disponibile ad una candidatura come governatore». Intanto questa sera a Chiavari arriva Umberto Bossi e, forse, potrebbe essere l’occasione per fare chiarezza. «L’alleanza con la Lega Nord è proprio un tema che non mi preoccupa», chiarisce Sandro Biasotti che cerca di spazzare qualsiasi nube su candidatura e futuri assetti. «La dichiarazione di La Russa? Il ministro è un mio grande estimatore, ha già garantito per me. La sua è stata solo una battuta, una provocazione emersa all’interno di un dibattito molto più ampio che, sono sicuro, non ci coinvolgerà minimamente».
Eppure il nome di Claudio Scajola ritorna con insistenza quasi a turbare un inizio di campagna elettorale che, a detta di alcuni esponenti del Pdl locale, stenta a decollare. «Mi sembra che Scajola abbia già espresso il suo pensiero dicendo di non essere interessato: è lui che mi ha candidato, su di me hanno fatto quadrato tutte le forze politiche di centrodestra e il mio lavoro non si è mai arrestato - puntualizza Biasotti -. Portiamo avanti una strategia precisa e in questi giorni ci stiamo attrezzando per creare dei point elettorali su tutto il territorio regionale. Per dimostrare quanto la Lega abbia perplessità su di me, posso dire che mi ha già dato il via libera sui point». Biasotti non è preoccupato da voci che possono apparire destabilizzanti si fa forte anche della telefonata arrivata in estate da Silvio Berlusconi che gli faceva i complimenti per come tutti si fossero compattati intorno alla sua figura. Per Roberto Cassinelli, deputato genovese del Pdl, «Scajola sarebbe un ottimo candidato che vincerebbe di sicuro, ma ne abbiamo già uno che è altrettanto bravo».
L’altra partita che si sta giocando è quella dell’alleanza con l’Udc. In molti segnalano una stretta nei rapporti tra il partito di Casini e Claudio Burlando, tanto da far parlare il presidente uscente di Grosse koalition sul modello tedesco creando un cartello che veda le stesse forze politiche che compongono l’attuale maggioranza più l’Udc. Burlando si è incontrato con Lorenzo Cesa, segretario udicino, a Genova qualche giorno fa. Con loro c’era anche il coordinatore regionale Rosario Monteleone. Burlando aveva fatto pensare ad un’intesa, smentita però da Monteleone: «È stato un incontro di cortesia. Per quanto riguarda eventuali e future alleanze ci confronteremo dopo una campagna di ascolto sul territorio, questa regione merita di essere governata da chi saprà elaborare un programma coerente in campo sanitario, scolastico ed educativo». E di rimbalzo arriva l’ironia di Michele Scandroglio: «Certo a Burlando la spregiudicatezza non fa difetto e per lui i valori sono un orpello inutile. Staremo a vedere se anche tutti i suoi presunti alleati, ma soprattutto gli elettori, saranno così disponibili a rinunciare a quello in cui credono per un posto a tavola e per realizzare una kleine (piccola, ndr) koalition».