Caro Annan, dov’era l’Onu?

Siamo due genitori che hanno perso i propri figli il 5 marzo 2003, nell'attacco terroristico suicida avvenuto su un autobus nella città di Haifa in Israele. A seguito delle sue recenti critiche su Israele, ci sentiamo in obbligo di scriverLe questa lettera. Con tutto il rispetto dovuto, Segretario Generale, Le chiediamo con quale diritto ritiene di poter criticare le azioni compiute da Israele di recente, in particolare tenendo in considerazione il fatto che l'attuale conflitto non è altro che una diretta conseguenza del tentativo fallito da parte delle Nazioni Unite di applicare la risoluzione 1559 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu?
Nel 2000, Israele ha ritirato le proprie truppe fino ai confini internazionali rispettando le decisioni delle Nazioni Unite, al fine di vivere in pace. I soldati sotto il mandato delle Nazioni Unite, nella cosiddetta missione di pace, si sono installati nel sud del Libano per molti anni, fallendo miseramente nel tentativo di mantenere la pace nel territorio.
Negli ultimi sei anni, dal 24 maggio 2000, i delegati dell'Onu hanno fatto ben poco per prevenire l'armamento dei gruppi militanti di Iran e Hezbollah in mezzo al resto della popolazione civile libanese, nascondendo le armi nelle proprie case, scuole e moschee. I terroristi legati a Hezbollah (perché è proprio quello che sono) hanno preso in ostaggio non solo il sud del Libano, ma l'intera popolazione libanese, per portare avanti i loro piani estremisti e continuare l'aggressione perpetrata contro Israele.
Sembrerebbe, Segretario Generale, che Lei non sia al corrente dei fatti che hanno determinato i recenti eventi: la violazione del territorio israeliano da parte di Hezbollah e in particolare di quegli stessi confini che sono stati definiti e che dovrebbero essere sotto il controllo delle Nazioni Unite, secondo la risoluzione 1559 del Consiglio di Sicurezza. Hezbollah ha attaccato le forze israeliane, che eseguivano semplici controlli di routine del confine all'interno dei territori israeliani, uccidendo 3 soldati dell'Esercito di Difesa d'Israele, ferendone 2 e sequestrando Eldad Regev, 26 anni, di Kiryat Motzkin e Ehud Goldwasser, 31 anni, di Nahariya.
Ci permetta di chiederLe: perché le truppe in missione di pace dell'Onu sono fuori dei villaggi nel sud del Libano, invece di aiutare i civili a sfollare le aree a rischio dove opera Hezbollah? Perché l'Onu ha consentito all'Hezbollah di usare i civili libanesi come ostaggi nella guerra che l'Hezbollah sta conducendo nella speranza di distruggere lo Stato di Israele? Perché le truppe in missione di pace dell'Onu lasciano che i terroristi nascondano le proprie armi nelle case abitate da donne e bambini nel sud del Libano? Dov'erano le forze per la missione di pace nel 2000, quando tre soldati israeliani furono sequestrati dai territori di Israele e portati in Libano? I tre soldati rapiti, passarono davanti a una stazione Onu senza che ciò sollevasse alcuna reazione da parte delle Nazioni Unite e delle sue truppe in missione di pace. Perché ogni volta che sentiamo le sirene e scappiamo verso i nostri rifugi per proteggerci da uno dei 2.500 missili lanciati da Hezbollah, voi non fate qualcosa per assicurarvi che i gruppi iraniani che finanziano Hezbollah non si procurino armi nucleari?
In questi tempi difficili, sembra sia facile incolpare il governo israeliano, basandosi unicamente sulle notizie che arrivano dal Libano. È proprio vero che le foto tratte da quelle scene ritraggono perfettamente la sofferenza subita attraverso quella coltre di fumo e fiamme. Anche a noi dispiace vedere persone innocenti che soffrono in Libano. Siamo straziati dai continui attacchi missilistici di Hezbollah dalle zone ad alta concentrazione di civili, che costringono i nostri gruppi di difesa a trovarsi in situazioni difficili a cui seguono dure conseguenze. Ma La preghiamo di capire che questi fatti e immagini pesanti da digerire non significano che la nostra sia una causa ingiusta.
Le chiediamo, in qualità di Segretario Generale delle Nazioni Unite, di costruire le Sue critiche in base ai fatti e non in base a cosa c'è in gioco nell'arena internazionale. I fatti sono chiari e indiscutibili: Israele è stato attaccato, ancora una volta, sul proprio territorio, dai terroristi di Hezbollah, i cui sostenitori iraniani vogliono «cancellarci dalla mappa». Abbiamo il diritto come Stato di difenderci. Il nostro governo ha provato per anni a lasciar risolvere questi problemi all'Onu, ma dopo anni di insuccessi da parte delle Nazioni Unite, il nostro governo ha l'obbligo morale di agire per proteggerci.
In qualità di genitori che hanno subito la tremenda perdita dei propri figli per mano dei terroristi, possiamo solo immaginare cosa stiano passando le famiglie dei soldati rapiti. Siamo sicuri che stanno soffrendo terribilmente e hanno molta paura per le vite dei propri figli, e penseranno che nessuna azione o reazione potrà essere mai abbastanza. Ci chiediamo quale sarebbe stata la Sua reazione se fossero stati i suoi di figli a essere stati rapiti dai terroristi.
Invece di criticare Israele ogni qualvolta che cerca di proteggere i propri cittadini, forse le Nazioni Unite dovrebbero fare di più per far rispettare la legge e ristabilire l'ordine spianando la strada e diventando la forza leader nello smembramento e nel disarmo di Hezbollah.
Allo stesso tempo speriamo che si renda conto che l'Iran è una minaccia non solo per Israele ma per il mondo intero. Il Presidente dell'Iran ha dichiarato «Non abbiate dubbi... se sarà fatta la volontà di Allah, l'Islam conquisterà cosa? Conquisterà le vette del mondo». E ha aggiunto: «Noi (l'Iran) dobbiamo prepararci a governare il mondo». Sappiamo che Israele è un bersaglio della collera iraniana e temiamo non sia l'ultimo. Se Nazioni Unite, Israele e il popolo libanese collaborassero e ognuno adempisse ai propri obblighi, potremmo ristabilire la pace, per sempre, nella nostra regione.
(padre di Asaf, quasi
17 anni quando fu ucciso)
*Yon Kehrmann
(padre di Tal,
18 anni quando fu uccisa)

Commenti