L'adozione segreta, l'ultima sorpresa di Raffaella Carrà.
"Non eravamo amici in senso stretto, come molti dicono di essere stati con lei. Ma la conoscevo, avevo una grande stima di lei e il nostro era un rapporto affettuoso".
Nessuno si aspettava avesse nominato un erede unico.
"La dimostrazione che, se vuoi tenere segreta una cosa, lo puoi fare. Spesso capita il contrario".
Che persona era Raffaella Carrà?
"Una persona rispettosa e sensibile. Non ricordo di lei una ospitata o una apparizione fatte tanto per fare".
Fabio Canino parla con dolcezza della più famosa showgirl italiana di sempre, intorno alla quale ha costruito (e interpretato) una bella commedia teatrale, Fiesta, che è tornata in scena tra il 2021 e il 2024 circa vent'anni dopo il debutto. Non solo. Ha anche scritto RaffaBook. Più che un libro, uno show del sabato sera, dedicato alla carriera e all'impatto culturale della Carrà su più fronti, da quello dello spettacolo a quello culturale e infine sociale. Autore, conduttore e attore, Fabio Canino da quasi vent'anni è giudice a Ballando con le stelle e al tavolo mostra lo stesso arguto buon senso che conferma qui, parlando di quanto sorprendente ma onesta e coerente sia stata la scelta di Raffaella Carrà di adottare una persona cara e fidata senza annunciarlo urbi et orbi, senza copertine, senza strilli scandalistici, con quell'estrema riservatezza personale che è poi una delle sue lezioni più grandi.
Fabio Canino, ha conosciuto Gian Luca Pelloni Bulzoni?
"L'avevo visto due o tre volte, lui era il suo segretario, il suo assistente, se lui non voleva, lei non parlava".
Lei quando ha conosciuto Raffaella Carrà?
"In realtà ho impiegato un po' a superare quella naturale diffidenza che si prova all'idea di conoscere un proprio mito".
Il detto è: mai prendere un caffè con il proprio idolo.
"Appunto".
Poi invece.
"Mi fece la carrambata venendo ad assistere al mio spettacolo Fiesta. Poi capitò anche qualcosa di ancora più divertente".
Cosa?
"Una volta Gianni Boncompagni e sua figlia Barbara mi invitarono a una loro cena alla quale partecipò anche Raffa. Io mangiai prima a casa per poi, una volta lì, far finta di spiluccare (sorride - ndr). Ero molto emozionato. Durante la cena lei quasi mi mette alla prova, facendomi domande del tipo ti ricordi di quale anno era quel balletto così e cosà?. Io volevo fare una foto insieme, non da pubblicare, solo per conservare un ricordo anche visivo. Ma non avevo quasi neanche il coraggio di chiedergliela".
Come andò?
"A fine cena, mi guarda e mi dice dai facciamo questa foto. Aveva capito il mio desiderio e aveva, nello stesso tempo, apprezzato il mio silenzio e la mia riservatezza di fianco a lei".
Non si diventa la Carrà se non si ha una marcia in più.
"Quando facevo Cronache Marziane su Itaia Uno (tra il 2004 e il 2005 - ndr), la chiamai per invitarla. Lei era a Parigi con il fratello malato e mi disse che non avrebbe potuto partecipare alla puntata. Ma poi...".
Poi?
"Probabilmente percepì una nota di tristezza nella mia voce, una delusione silenziosa".
E allora?
"Allora mi disse no dai, non fare così, ho una alternativa".
Quale?
"Mi disse: Facciamo una
telefonata di cinque minuti. Alla fine la fece e la chiacchierata durò ben 20 minuti, praticamente un blocco intero di programma. Alla fine, sul mio cellulare, arrivo un messaggio: Sei contento?. Questa era Raffaella Carrà".