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Case popolari, pronti i bonus: da vincere la sfida sostenibilità

Erbi (La Cascina Costruzioni): "Per il rilancio del settore una strada percorribile è il partenariato pubblico-privato"

Case popolari, pronti i bonus: da vincere la sfida sostenibilità

"Siamo in una transizione, verso la riqualificazione energetica del patrimonio pubblico e la lotta alla povertà energetica. Ed è un'occasione di crescita".

Chi parla è Riccardo Erbi, consigliere delegato di La Cascina Costruzioni, impresa che opera su tutto il territorio nazionale (con uno sviluppo verticale che negli ultimi anni l'ha condotta ad avere oltre 200 tra manager e maestranze, fatturato di 60 milioni di euro e portafoglio clienti di 180 milioni) e che aderisce al Consorzio La Cascina.

Come noto, la fine del superbonus e a breve del PNRR segna una discontinuità nel settore dell'edilizia italiana, impone ad imprese e amministrazioni pubbliche di ripensare strumenti, modelli e prospettive di intervento. Si apre ora una strada che conduce all'efficientamento energetico delle case popolari e dell'edilizia sociale, alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

"L'anno passato ci ha consegnato il Decreto ERP, per l'edilizia residenziale pubblica, e il Conto termico 3.0, che oggi sono due pilastri fondamentali" spiega Erbi. "In particolar modo per le Ater, le Aziende Territoriali per l'Edilizia Residenziale, le nuove normative stabiliscono una misura di ristoro dopo il superbonus, dato che le Ater sono state di fatto le più penalizzate, le uniche a non godere di alcuna proroga rispetto al superbonus, quasi nessuna ne ha beneficiato!". Una situazione, insomma, che ha prodotto effetti strutturali, "impedendo la riqualificazione degli edifici di edilizia popolare ma, soprattutto, impedendo agli inquilini di poter spendere meno per i servizi energetici, i cui costi sono cresciuti a dismisura negli ultimi anni, in particolare a danno delle fasce meno protette della popolazione".

In breve, il quadro è il seguente. Per la riqualificazione energetica degli immobili residenziali pubblica (dotati o da dotare di impianti centralizzati di climatizzazione) il Decreto ERP porta in dote oltre 1,3 miliardi di euro di risorse PNRR, sovvenzionando il 65% del costo degli interventi, affiancabile da un finanziamento fino al 35% attraverso un sistema di banche convenzionate, con possibilità di garanzia pubblica. "Per avere questi incentivi occorre garantire un miglioramento della prestazione energetica dell'immobile di almeno il 30%, la competenza e serietà professionale dell'azienda edile qui è centrale" spiega Erbi esemplificando alcuni degli interventi necessari: isolamento termico dell'involucro, sostituzione di infissi, installazione di pompe di calore, impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo, solare termico, building automation, sistemi avanzati di controllo e contabilizzazione dei consumi, "e La Cascina Costruzioni è già familiare con questa complessità tecnica, che rende indispensabile un approccio industriale e una forte capacità di coordinamento progettuale". Arriviamo al Conto Termico 3.0, con altri incentivi per l'efficienza energetica e un plafond di 900 milioni di euro l'anno (400 per le pubbliche amministrazioni e 500 ai soggetti privati); sono contributi fino al 65% delle spese ammissibili e, in casi specifici, fino al 100% per scuole, ospedali e strutture pubbliche situate nei Comuni sotto i 15.000 abitanti.

Perché fare con Erbi questa disamina? Per indicare una prospettiva: "Se lo Stato investe oltre due miliardi nella direzione del risparmio energetico e nella lotta alla povertà energetica, soprattutto per le fasce più deboli", osserva il consigliere delegato di La Cascina Costruzioni, "queste due misure dovrebbero allora diventare strutturali. Infatti, ciò che produce veramente risultati evidenti è avere una prospettiva temporale più lunga: durata e continuità sono decisive per trasformare gli incentivi in una reale politica industriale".

Disegnata la cornice, va inserito un altro fattore, che La Cascina Costruzioni promuove: "Il modello operativo fondato sul Partenariato Pubblico Privato" rilancia Erbi. Infatti, è l'impresa privata certificata ESCo (la cosiddetta Energy Service Company, che fornisce servizi integrati per l'efficienza energetica e la garantisce) che va a proporsi alle ATER e agli enti locali "e si assume l'onere degli investimenti non coperti dai contributi pubblici, garantendo contrattualmente i livelli di risparmio energetico previsti" rimarca Erbi, dato che in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, sono previste penali economiche. "Parliamo di interventi che, se pur in larga parte finanziati, possono arrivare a richiedere alle ESCo un'esposizione finanziaria di diversi milioni di euro" nel periodo tra l'esecuzione delle opere e l'incasso dei contributi. Ciò rende evidente come queste operazioni non siano alla portata di operatori improvvisati e che sono d'obbligo da un lato attenzione e dall'altro solidità.

E invece? "Stiamo assistendo ad un proliferare di società che conseguono il titolo di ESCo senza storia e senza basi patrimoniali - produttive e che spesso riescono a sedurre le amministrazioni. L'esito non potrà che essere scontato: promesse tradite" avverte Erbi. È un rischio concreto, soprattutto in un mercato ancora in fase di avvio, che secondo le normative richiede competenze tecniche, affidabilità finanziaria e capacità di gestione di progetti complessi nel medio-lungo periodo. Il contesto, cioè, dove La Cascina Costruzioni valorizza al meglio le competenze maturate negli anni, è il pensiero immediato di Erbi: "Quando il mercato edilizio ha iniziato ad avere notizia del Decreto ERP e del Conto Termico 3.0 abbiamo subito percepito che potevamo mettere a frutto il patrimonio di competenza e reputazione accumulato da La Cascina Costruzioni nel periodo del superbonus. Da qui la scelta di investire nella formazione interna, nello studio approfondito delle norme e nel completamento dell'iter per diventare ESCo certificata".

La vera storia di un'impresa è quella del rapporto con la comunità che serve e "la storia ci ha insegnato a muoverci con competenza e professionalità nei contesti dove siamo in grado di sviluppare il massimo delle performance a vantaggio dei nostri clienti", rimarca Erbi. La Cascina Costruzioni, ci spiega, si sta proponendo selettivamente solo alle ATER dei territori in cui può garantire la misura più alta di qualità, affidabilità e sostenibilità economica.

Per una ragione che in azienda hanno chiarissima: siamo nella fase in cui l'edilizia deve coniugare transizione energetica, responsabilità sociale e solidità industriale "ed è qui che La Cascina Costruzioni vuole stare".

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