"Partecipo con senso di amarezza, come tutte le volte che capita quando a essere coinvolto in una vicenda di tale gravità e delicatezza è un appartenente alle forze dell'ordine", ma "con la piena consapevolezza che le indagini sono state condotte senza tralasciare alcuna zona da bonificare e senza fare sconti a nessuno". È il procuratore capo Marcello Viola a descrivere il clima che si respira in Questura, nel consegnare alla stampa i dettagli dell'inchiesta che ha portato al fermo di Carmelo Cinturrino, il poliziotto accusato di omicidio volontario per aver sparato al boschetto di Rogoredo al 28enne Abderrahim Mansouri.
"Questa vicenda - ha aggiunto ieri Viola - fin dall'inizio, dal momento esatto in cui ci è stata segnalata, presentava degli aspetti che non ci hanno convinto di contraddittorietà, che abbiamo cercato di scandagliare nel modo migliore possibile con tutti gli approfondimenti che c'erano da fare e che sono stati svolti egregiamente dalla Squadra mobile e quelli di tipo scientifico effettuati altrettanto in maniera eccezionale dalla Scientifica". Il questore Bruno Megale parla di "anticorpi". Di fronte a casi di questo tipo, dice, "abbiamo dimostrato di averli. Questo anche per i cittadini che è nostro compito tutelare". Aggiunge Megale: "Non dobbiamo fare difese corporative e ci assumiamo le nostre responsabilità quando sbagliamo. Saremo rigorosissimi nei confronti di chi si è macchiato di questi gravi delitti, come confermano le attività".
Le indagini vanno avanti, tra l'altro, sul contesto in cui l'omicidio del 28enne marocchino, pregiudicato per spaccio, è maturato. Per ricostruire eventuali altri reati commessi nell'inferno di Rogoredo dall'assistente capo o dai suoi colleghi, già indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso. "Faremo delle riflessioni di carattere generale, abbiamo già avviato anche attività ispettiva per vedere se ci sono stati vulnus ed errori in passato e cercare di rimediare. Va da sé che noi siamo in grado di contrastare le mele marce che sono al nostro interno e in questo caso da tutti gli elementi che abbiamo, siamo di fronte a un caso di questo tipo". Nessuno sconto all'interno della polizia: "Non facciamo alcuno sconto a nessuno, perché ne va del buon nome della polizia e delle migliaia di persone che io sono qui a tutelare e che quotidianamente danno il loro sacrificio per le istituzioni.
Se la gente ci attribuisce grande consenso è anche per la capacità che abbiamo al nostro interno di essere autocritici". Infine il questore rivendica: "La polizia fin dall'inizio ha lavorato con estremo rigore a questa attività. Il nostro compito è di essere assolutamente trasparenti".