Stefano Zurlo
Diciassette alberi. Un fazzoletto verde, miracolosamente conservato in via Chiari e catalogato alla non proprio entusiasmante voce giardino condominiale. Sul destino di quel «boschetto» si è scatenata nel palazzo una piccola guerra a colpi di millesimi con delibere e controdelibere, una maggioranza favorevole al taglio delle piante, una minoranza ostile. Ora la Cassazione ha stabilito che i diciassette alberi sopravviveranno. Il sistema dellalzata di mano deve inchinarsi a un principio più importante: il bene della collettività. Una maggioranza non può far democraticamente fuori il preziosissimo verde metropolitano: «I danni sarebbero irreversibili non solo per i condomini, ma più in generale per i cittadini».
In gioco cera e cè la costruzione di un parcheggio sotterraneo, ugualmente importante nella città in cui i posti auto scarseggiano. I condomini avevano votato dando lok, anche se non tutti - come è scontato in un condominio che si rispetti - erano daccordo. La magistratura era intervenuta una prima volta sospendendo la delibera contestata, lamministratore, spalleggiato da buona parte dei residenti, era andato avanti: era stata emessa una nuova delibera per aggirare il blocco della precedente. Il Pm ha deciso però di scavalcare il condominio: ha messo i sigilli al giardino.
La Cassazione salva gli alberi condominiali
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