Castelli e l’sos Expo: "Nord non può fallire o sembrerà incapace"

Il leghista viceministro delle Infrastrutture lancia l’allarme: "In gioco c’è il valore della classe dirigente settentrionale"

Castelli e l’sos Expo: 
"Nord non può fallire 
o sembrerà incapace"

«Se non realizzeremo l’Expo diranno che dovrà essere Roma a comandare e che noi non sappiamo fare le cose. In gioco quindi c’è il fatto che qualcuno possa metter in dubbio le capacità dell’intera classe dirigente padana». È il giorno del raduno della Lega a Pontida, con i 50mila militanti venuti qui da ogni parte d’Italia per giurare fedeltà al loro leader Umberto Bossi. Ieri, come vent’anni fa. Il viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli sale sul palco davanti al pubblico del Carroccio che lo ascolta, lì sotto nel pratone sotto una pioggia battente. Prende la parola e nel suo intervento lancia l’allarme sull’esposizione universale del 2015. La vera partita politica - spiega il sottosegretario che ha la delega alle opere del 2015 - è legata alla Fiera, alla capacità della classe dirigente del Nord di «fare una cosa importante. È questa la partita e noi dobbiamo dimostrare di essere capaci di autogovernarci». Guai a pensare di farsi sfilare una sfida del genere, avverte Castelli, a quel punto il comando passerebbe alla capitale. «Altro che darci il federalismo».
E intanto, mentre non si placano le polemiche sulla possibilità che Lucio Stanca, ad di Expo Spa, sia messo nelle condizioni di lasciare l’incarico, rimane aperta la questione dei terreni su cui sorgeranno i padiglioni dell’esposizione. Il nodo da sciogliere è quello dell’acquisto delle aree di Rho-Pero. Oltre 1,1 milioni di metri quadrati che oggi sono ancora di proprietà di Fondazione Fiera Milano e di una società del Gruppo Cabassi. La giunta del Pirellone ha già votato per la costituzione della nuova società, più cauto Palazzo Isimbardi con il presidente Guido Podestà che vuol valutare bene i costi dell’operazione. Mentre Letizia Moratti, che dell’Expo è anche commissario straordinario per il governo, ha avviato le procedure a Palazzo Marino per «definire il percorso, le modalità e gli strumenti utili all’acquisizione delle aree». Il tutto, tenendo presente che il Bie, l’organismo internazionale con sede a Parigi che sovrintende all’organizzazione delle esposizioni universali, ha chiesto di chiudere la pratica entro fine ottobre, data della convocazione del comitato esecutivo che dovrà dare il via libera definitivo al dossier di registrazione presentato da Milano.

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