Il castello dell’esploratore per scoprire come aiutare

SPeRA: Solidarietà, Progetti e Risorse per l'Africa. Un acronimo che esprime tutto l'impegno e le speranze di chi, spinto dagli stessi valori, cerca soluzioni condivise per una realtà comune. È il titolo del primo convegno regionale delle associazioni e del volontariato per l'Africa conclusosi ieri nell'appropriata sede del Museo delle Culture del Mondo, il castello D'Albertis, già casa del grande etnografo ed esploratore genovese.
Più di 50 tra onlus e organizzazioni non governative della Liguria e del basso Piemonte, religiose e laiche, unite in un incontro organizzato dall'Università di Genova insieme all'associazione Medici in Africa Onlus per porre le basi di un progetto comune e duraturo nel tempo.
«Con le attività di Medici in Africa, nata nel 2007 per formare e selezionare personale da inviare presso gli ospedali africani, ci siamo resi conto di quanto siano necessarie nel mondo del volontariato la collaborazione ed un coordinamento adeguato tra le diverse associazioni, in modo da far convergere le risorse su obbiettivi comuni. Non si tratta di una proposta in particolare ma di realizzare una struttura per facilitarle», ha spiegato Edoardo Berti Riboli, presidente della onlus.
Una sorta di consorzio per favorire attraverso il confronto sinergie e collaborazioni tra realtà benefiche molto diverse fra loro e troppo spesso l'una ignara delle analoghe attività dell'altra.
Un processo di ottimizzazione di cui l'Università si è fatta parte attiva, costituendo una commissione di esperti a disposizione dei partecipanti per creare gruppi di lavoro con le stesse finalità e mettere poi a frutto le competenze tecniche acquisite aumentando il know how delle popolazioni autoctone e creando nuove opportunità per entrambi.
Una strategia di interventi mirati quindi, ottenuta individuando le realtà più critiche e favorendo le strutture più organizzate con l'invio di personale qualificato e strumenti, operazione da oggi più semplice grazie al supporto di compagnie come la genovese Ignazio Messina che ha messo a disposizione di tutte le onlus aderenti al progetto trasporti gratuiti di materiale verso tutti i porti africani serviti.
Fondamentale inoltre il ruolo della comunicazione e dei media, come sottolineato da Franca Brignola, indispensabili e responsabili nel portare alla conoscenza di cittadini ed Istituzioni l'impegno delle organizzazioni e coinvolgerli nel reperimento di nuove risorse umane ed economiche a favore del sociale.

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