Celentano farnetica e attacca i preti A Sanremo difende solo Santoro e don Gallo

La 62^ edizione del Festival di Sanremo inizia con la predica di Celentano, che attacca tutti, tranne don Gallo. I cantanti passano in secondo piano e, giustamente, si arrabbiano. Renga: "Noi facciamo solo da cornice". Blitz della Guardia di Finanza nei locali vicini al teatro Ariston. Le pagelle della prima serata del Festival / Tony Damascelli. Intervista a Loredana Bertè: "Io e Gigi D'Alessio come Marilyn Manson insieme a Orietta Berti". Leggi il programma della seconda serata

Celentano farnetica e attacca i preti A Sanremo difende solo Santoro e don Gallo

Macerie, esplosioni, spet­tatori in fuga. È il filmato apocalittico che annun­cia l’arrivo dell’integratissimo Adriano Celentano sul palco del Festival di Sanremo. Suggestivo, anche se l’insieme ricorda la coper­tina dell’ultimo album, quel Fac­ciamo finta che sia vero che il can­tante, nelle polemiche delle setti­mane scorse, aveva giurato di non voler pubblicizzare in alcun mo­do. Pronti, via. Celentano, in crisi mistica, ha fatto la predica ai predi­catori. Obiettivo della polemica, i preti incapaci di parlare ai poveri e di far intravedere loro «ciò per cui siamo nati, il traguardo ultimo: il Paradiso».

Segue stoccata a giorna­l­i come Avvenire e Famiglia Cristia­na, che dovrebbero chiudere in quanto «testate ipocrite come le critiche che fanno a uno come Don Gallo che ha dedicato la sua vi­ta agli ultimi». La bordata ha qual­cosa di interessato: sono i giornali che avevano criticato la scelta del Molleggiato di devolvere il cachet in beneficenza. Quindi il consueto campionario di attacchi, anche personali.

In sintesi: il mondo è af­fossato dall’egoismo della finan­za, dai treni veloci di Montezemo­lo, dalla Merkel e Sarkozy che im­pongono al resto d’Europa l’acqui­sto dei propri carri armati. Senza contare l’arroganza dei partiti e perfino di istituzioni come la Con­sulta che, respingendo il quesito referendario sulla legge elettorale, ha mandato in soffitta la volontà dei cittadini. Ma è solo una caotica parentesi, perché poi si torna alla fratellanza, ai Vangeli, a Gesù e al­la Samaritana della canzone Il Fo­restiero. Alla fine a San Celentano è riuscito un solo miracolo (facile): oscurare un Festival sottotono.

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