«Cercare un impiego è un lavoro. E Milano è il mercato migliore»

Giovane, carina e molto occupata: Silvia Zanella ha trent'anni e il mondo del lavoro in mano. È il responsabile marketing di «monster.it», sito leader nella ricerca di personale, e ha appena scritto «Guida al lavoro. Tutto quello che devi sapere per cercarlo, cambiarlo, trovarlo» (Mondadori). Non solo sa come procurarsi uno stipendio, ma sostiene che di lavoro in Italia ce n’è, eccome. E che Milano sia il migliore dei mercati possibili.
Dottoressa Zanella, lei è in totale controtendenza, se n'è accorta?
«Il lavoro c'è. Difficoltà di mercato non significa assenza di opportunità».
Quali sarebbero le opportunità?
«Una su tutte: il web. Fino a 5 anni fa il numero medio di offerte su un canale cercalavoro come Monster erano 600 al giorno, oggi fino a 80mila al mese. Un tempo ci si affidava al collocamento pubblico o allo zio potente. Oggi le offerte sono più trasparenti, standardizzate e meglio comunicate. Pensi solo alle Job Fair, Career Day e quant'altro, dove i giovani possono capire che faccia ha un possibile capo».
Nel suo libro ci sono molti consigli: come mettere il turbo al curriculum e vestirsi ai colloqui. Ma alla fine qual è la cosa da non dimenticare mai?
«Che per trovare o mantenere un lavoro bisogna lavorare, lavorare, lavorare. Impossibile sedersi sugli allori. Perché di allori non ce ne sono più. E mentre si lavora bisogna essere aperti, flessibili, svegli».
Passiamo ai luoghi comuni. È più facile trovare lavoro per un uomo: vero o falso?
«Vero. Secondo le statistiche è ancora così. Perché l'uomo ha meno impegni, non dovrà occuparsi sempre dei figli e non chiederà il part-time».
Però le donne sono più flessibili e disponibili. Vero o falso?
«Vero. Perché siamo già abituate a fare mille cose allo stesso tempo».
Per un laureato è più facile. Vero o falso?
«Falso. L'inserimento è più facile per un diplomato o un laureato triennale. Ma la laurea nel lungo termine protegge contro la disoccupazione. Detto brutalmente: tra un laureato tonto e un diplomato sveglio preferiamo il secondo».
Meglio un'esperienza all'estero. Vero o falso?
«Verissimo. Anche come receptionist in un ostello. Per confrontarsi con barriere linguistiche, culturali e organizzative. Sei lì e ti devi arrangiare. L'apertura mentale oggi è “la svolta”».
A Milano è più facile trovare lavoro. Vero o falso?
«Assolutamente vero. Su tutto l'anno, esponiamo circa 800mila offerte di lavoro in Italia: un terzo sono su Milano. C'è più lavoro, più turn over, migliore mobilità, le aziende sono più proattive. Milano è il principale fulcro di opportunità del Paese».
Oggi a Milano quali sono le offerte migliori?
«In assoluto le vendite, che offrono lavoro anche agli umanisti. Poi il marketing, sebbene risenta del calo dovuto al ritiro degli investimenti, e le specializzazioni tecnico-ingegneristiche».
Con l'Expo 2015 le opportunità aumenteranno?
«A ridosso dei 24 mesi precedenti l'apertura senz'altro.

Ci sarà ricerca di top manager da parte delle istituzioni e di figure operative e organizzative».
Ultimo luogo comune: segui la tua vocazione. Vero o falso?
«È il mio slogan, tranne che nei momenti di emergenza. Alla lunga, bisogna trovare il lavoro che piace. Contro tutto e tutti».

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