I gestori dei bar, dei pub e delle discoteche non ci stanno a sentirsi colpevolizzati per i comportamenti poco ortodossi dei loro clienti e lo hanno detto chiaramente a docenti delluniversità Cattolica. Anzi, già sentono di svolgere una funzione sociale quando dopo una certa ora annacquano le bevande alcoliche mettendo più ghiaccio o cambiando le proporzioni dei cocktail a favore della componente analcolica o rifiutano di dare la consumazione ad un cliente già vistosamente su di giri o ancora offrono caffè e brioche a partire dalle 3 di notte.
Insomma la posizione dei proprietari dei locali è questa: si dicono disposti ad appoggiare iniziative che possano favorire un uso più consapevole dellalcol, per esempio con scritte su tavoli e portabicchieri, ma non intendono assolutamente assumersi il ruolo di educatori. «Sono altri i luoghi e le situazioni che devono insegnare ai giovani a controllarsi e a sapere fino a che punto possono arrivare, nel bere e in altro: la scuola, la famiglia, gli amici, i gruppi, le associazioni - ha dichiarato il responsabile di un pub intervistato dai ricercatori - Da noi si deve venire già imparati».
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