Quanto sta avvenendo in questi giorni in Minnesota evidenzia la profonda frammentazione del sistema di sicurezza statunitense, un vero mosaico privo di uniformità al di fuori della dimensione federale. Tale diversificazione risiede in una stratificazione politica e culturale che varia drasticamente tra i diversi Stati.
Ne consegue che, riflettendo filosofie talvolta divergenti, le forze di polizia statali non siano addestrate secondo un unico parametro d'ingaggio. Nel Vermont, ad esempio, la polizia opera secondo protocolli addestrativi improntati a una de-escalation operativa che promuove anche tattiche di contenimento verbale, mentre in South Carolina l'addestramento è orientato a un livello di immediata aggressività operativa molto elevato.
Se nel primo caso un intervento aggressivo genera immediatamente sdegno e pressioni per riforme restrittive, nel secondo la cittadinanza tende a percepire l'aggressività della polizia come garanzia di efficacia e protezione, rendendo anche eventuali operazioni federali ad alto impatto coerenti con il tessuto culturale locale.
L'agenzia federale per l'immigrazione e le dogane, nota come Ice, appartenendo esclusivamente alla sfera federale, opera con un protocollo standardizzato focalizzato alla veloce cattura di immigrati clandestini che non godono delle stesse garanzie e degli stessi diritti dei cittadini statunitensi. Inoltre, in ossequio alla supremazia del potere federale sul potere statale prevista dalla Costituzione, all'Ice non è richiesto di adeguarsi alle differenti sensibilità locali.
È interessante notare come l'azione dell'Ice, pur mantenendo la medesima intensità operativa su tutto il territorio nazionale, non abbia causato le tensioni analoghe in quegli Stati dove i cittadini convivono abitualmente con polizie locali dal profilo più marcato.
In questo quadro, il ruolo di amalgama tra l'azione dell'Ice e la popolazione locale dovrebbe essere svolto dalle polizie cittadine e statali, che agendo come tessuto connettivo, potrebbero armonizzare le operazioni federali con le specificità del territorio. Tuttavia, questa funzione di mediazione e di amalgama in Minnesota è stata sostanzialmente impedita dalla decisione del sindaco Jacob Frey e del governatore Tim Walz di isolare l'Ice, privandola di quel coordinamento tecnico che avrebbe potuto attenuare l'impatto sociale delle sue attività.
Questa politica di chiusura verso le disposizioni federali impersonificate dall'Ice, appare alimentata non solo da profonde divergenze ideologiche, ma da un'acredine personale che Walz sembra nutrire fin dalla disfatta elettorale dello scorso anno. Tale risentimento sembra inasprito ulteriormente dalle recenti dichiarazioni di Kamala Harris, la quale ha pubblicamente giudicato alla stregua di un errore la scelta di Walz quale suo vice, descrivendo inoltre come imbarazzante il suo confronto televisivo con J.D. Vance.
Walz sembra così aver adottato una
postura conflittuale esacerbata da ultimo dalle pesanti accuse di negligenza amministrativa mosse nei suoi confronti nell'ambito di un'inchiesta federale su presunte frodi verificatesi in Minnesota sotto la sua amministrazione.