Chi parla meglio in tv? I giornalisti. Bocciati, invece, politici e veline

L'annuario della Dante Alighieri rivela gusti e giudizi degli italiani. Alla domanda sulla prima cosa che viene in mente alla parola «Italia», la maggioranza degli intervistati ha risposto: la nazionale di calcio

Qual è la prima cosa che viene in mente quando si sente pronunciare la parola Italia? Ovviamente la nazionale di calcio (il ricordo dei campioni mondiali di Lippi, si sa, è ancora vivido nella mente di molti). Quindi è naturale che una buona fetta degli interpellati dalla ricerca svolta dall'istituto Piepoli per conto della società Dante Alighieri abbia dato come risposta la squadra azzurra. Quanti? Diciassette su cento. Sembrano pochi, a ripensarci. E invece... sono molti se si pensa che solo al quindici per cento degli intervistati la mente è subito corsa alla beneamata patria. Mentre il 13 per cento ha fatto rispondere al palato più che alla bocca. E la risposta è stata: cucina.
L'indagine è servita alla Società Dante Alighieri per arricchire i dati della nuova (terza) edizione dell'Annuario curato da Massimo Arcangeli, Paolo Peluffo e Luca Serienni e presentato sabato a Bolzano in occasione della seconda giornata dei lavori del 79° Congresso Internazionale della Dante Alighieri.
La risposta trova una parziale giustificazione nell'età dei quattrocento intervistati: ragazzi di età compresa tra i 14 e i 23 anni che in una settimana-tipo in maggioranza vedono la tv (83%), non dedicano tempo alla lettura di libri (48%), quotidiani (46%), settimanali/mensili (56%), ma che tutti i giorni o quasi naviga in Internet (56%). Sono gli stessi giovani che, quale sentimento positivo avvertito sentendo nominare l'Italia, indicano il senso di appartenenza (33%) e l'orgoglio (27%), e che dovendo scegliere il poeta e lo scrittore classico e contemporaneo che meglio hanno comunicato il sentimento provato per il proprio Paese, votano rispettivamente Dante Alighieri (38% davanti a Giacomo Leopardi con il 21%), Giuseppe Ungaretti (26% davanti a Gabriele d'Annunzio con il 23%), Alessandro Manzoni (42% davanti a Giovanni Verga con il 18%) e Luigi Pirandello (26% davanti a Italo Calvino con il 10%).
Risultati sorprendenti emergono anche da altri dati forniti da Gfk Eurisko e Ipsos: alla domanda «quali sono i personaggi televisivi che si esprimono meglio?» (quesito posto a 1.000 individui da 14 anni in su) prevalgono i giornalisti (58%) davanti a presentatori (15%) e cantanti (8%); il peggiore modo di esprimersi è attribuito impietosamente ai politici (34%), alle vallette (25%) e agli sportivi (19%). Le inchieste hanno coinvolto anche l'ampio contesto linguistico: il 49% degli italiani ritiene di conoscere molto o abbastanza la propria lingua, ma il 70% pensa che l'Italia si impegni - rispetto agli altri Paesi - di meno nel sostenere il proprio idioma nel mondo, proponendo come soluzione l'incremento degli scambi culturali di giovani di varie nazioni (51%) e dei finanziamenti alle scuole di italiano all'estero (26%), oltre a una maggiore valorizzazione del cinema italiano nel mondo (24%). Per favorire la conoscenza ella nostra lingua, infine, l'Istituto IPSOS ottiene dagli interpellati i seguenti consigli: finanziare corsi gratuiti di lingua italiana (55%), ideare un programma televisivo sulla lingua italiana (50%), prevedere sgravi fiscali per l'acquisto di dizionari e vocabolari (38%). In questo scenario la parola più bella della lingua italiana si conferma amore (33%). Di seguito mamma (10%), pace e ciao (entrambi 4%).
I sondaggi integrali sono pubblicati nella terza edizione dell'Annuario della Società Dante Alighieri insieme a saggi culturali e a un ampio approfondimento sullo stato di salute della nostra lingua e della nostra cultura nei Paesi dell'area mediterranea.