Dopo quarant'anni, a poche centinaia di metri dallo Stella Maris e da Casa Marchesani, in quella Chiavari borghesissima che ieri, alla Società Economica, ha ospitato la presentazione del libro «Dalla croce alla stella. Novembre 1969: i fondatori delle Brigate Rosse nei locali della Curia Vescovile» di Maria Vittoria Cascino e Lorenzo Podestà.
Una cronaca stretta di quei quattro giorni di convegno all'albergo Stella Maris, che cattolici del dissenso chiesero nel novembre 1969 alla Curia per dibattere e fare strategia. Ad orchestrare c'erano Renato Curcio, Margherita Mara Cagol e Mario Morettti. Questo il punto. Di lì a poco la nascita delle Brigate Rosse e della lotta armata. E soprattutto un documento, redatto dalla VIII legislatura, che fa nomi e cognomi dei partecipanti al convegno e degli argomenti trattati nei gruppi di lavoro. Ma sono cattolici del dissenso a chiedere alla Curia i locali.
Cos'hanno a che spartire i «cattolici del dissenso» con i futuri brigatisti? A sviscerare ci sono l'avvocato Massimo Mallucci, testimone di quegli anni, il giornalista Paolo Cavallo e Massimiliano Lussana, direttore dell'edizione regionale de il Giornale. Mallucci schizza il clima di quegli anni e la deriva del mondo cattolico; elenca le «eresie» di Cl e stringe su quella matrice comune che vide crescere il dissenso su due poi differenti sponde. Con Cavallo a smentire quanto afferma Mallucci su Cl e a sottolineare: «Il libro rappresenta con i pochi documenti ufficiali una realtà più complessa e una presenza cattolica molto tormentata». Don Pino De Bernardis, chiamato in causa nel libro e membro nazionale di Cl, è il grande assente. Resta l'approccio bifronte. Nessuna testimonianza diretta eccetto quella di Mallucci e omertà totale su quel fatto dirimente.
Chiavari sinterroga sui cattolici che diedero lanima alle Br
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