Gianni Mozzo
La chirurgia della mano è in grande sviluppo anche in Italia. Nata negli Stati Uniti a metà degli Anni 40 (soprattutto per curare lesioni causate dalla guerra) è stata importata in Italia nei primi Anni 60. Tra i pionieri è doveroso ricordare i professori Oscar Scaglietti di Firenze, Morelli di Legnano e Augusto Bonola di Modena.
A Milano listituto ortopedico Galeazzi ha istituito quindici anni fa due servizi di Chirurgia della mano, affidati al dottor Maurilio Bruno e al dottor Gianfranco Berzero (direttore scientifico è il dottor Carlo Grandis). Oggi questi servizi operano ogni anno tremila pazienti. «Le patologie più frequenti - spiega Gianfranco Berzero - sono quelle di tipo degenerativo artrosiche e reumatiche, tipiche delletà avanzata; ma altre ce ne sono che si manifestano anche tra i giovani; c'è poi il lungo capitolo delle patologie traumatiche, dovute a incidenti sul lavoro. Queste ultime sono in diminuzione».
Questanno, per la quarta volta, laula magna del Galeazzi ospiterà, il 16 e il 17 settembre, il corso regionale di aggiornamento in chirurgia della mano, sotto la presidenza del dottor Grandis e del professor Paolo Cabitza cattedratico di ortopedia) col patrocinio dell'Università di Milano e della Regione Lombardia. Il corso interessa gli specialisti dortopedia e chirurgia durgenza. Al centro di questa quarta edizione lo scafoide, un osso della regione carpale della mano, nello sue varianti patologiche come lartrosi radio-scafoidea e scafo-carpale.
Nella prima giornata sarà possibile assistere a sedute operatorie in diretta sulle tecniche chirurgiche più difficili. Ogni intervento sarà accompagnato da una discussione riguardante la diagnosi e la terapia delle singole patologie.
La chirurgia della mano assicura guarigioni rapide senza recidive
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