Ci lascia Mike, il campione della tv italiana

Bongiorno è morto per un infarto a 85 anni. Era nella sua casa a Montecarlo. In questi giorni era tornato sugli schermi con una nuova pubblicità. Il premier Berlusconi: «Per me è un grande dolore. Lo tenevo vicino a me come portafortuna»

Ci lascia Mike, il campione della tv italiana

Se ne è andato come avrebbe voluto lui: ancora in onda. Il suo corpo è stato colpito da un infarto mentre era in un albergo di Montecarlo. Ma la sua immagine compariva in Tv tutti i giorni. «Quelli del nostro campo, gli artisti - aveva detto Mike in una recente intervista a Fabio Fazio - non si ritirano mai, ma muoiono sul palcoscenico. Io magari morirò dicendo assaggiate il prosciutto tal dei tali».

Ci ha lasciati proprio così, protagonista di una televendita, nei nuovi spot di Infostrada. Passavano dall'altro ieri su tutti i canali, tolti dal video appena arrivata la notizia, si vedeva il sodale Fiorello parlare a ruota e poi dire profeticamente: «Perché non c'è Mike?», lui arrivava e lo rimproverava con uno sguardo severo, senza dir nulla: era in gran forma, spassosissimo. Non solo: campeggiava anche su SkyUno intento a lanciare i promo della sua ultima impresa: riportare in video, sempre insieme a Fiore, la coppia più bella della Tv, il Rischiatutto, anzi Riskytutto. Lo show, rinverdito dalle verve dello showman siciliano, avrebbe dovuto andare in onda a novembre. Non lo si vedrà mai.

Michael Nicholas Salvatore Bongiorno (così all'anagrafe), praticamente la storia della televisione italiana incarnata in un uomo, il presentatore di Lascia o raddoppia, lo showman che ha accompagnato la nascita della Rai e quella di Mediaset, è morto ieri mattina a 85 anni: era nato a New York il 26 maggio 1924. Lo ha stroncato un infarto. Del tutto inaspettato. Aveva cenato l'altra sera con la moglie Daniela e un amico a Montecarlo, dove stava trascorrendo una vacanza alloggiato all'Hotel Metropole.

Poi ieri mattina mentre preparava le valigie per tornare in Italia, si è accasciato. Lasciando tutta Italia sgomenta: nonostante l'età avanzata, non si aveva sentore di sue malattie, aveva un fisico che ancora gli permetteva di fare sport, di camminare in montagna, di sciare, tutte cose che lui adorava. Appena usciva da qualche studio televisivo, si metteva subito in macchina e raggiungeva Cervinia o l'altra sua casa vicino a St. Moritz. Diceva sempre di sentirsi 17 anni in meno. Non voleva e non avrebbe mai accettato di andare «in pensione». Affrontava ogni nuovo impegno con incredibile entusiasmo. Carattere che ieri è stato per primo, Silvio Berlusconi, a ricordare.

Insieme a Mike (agli inizi degli anni '80) il premier aveva fondato quella che diventerà Canale 5, TeleMilano, con il primo programma I sogni nel cassetto. «È morto un grande amico. È un grande dolore - ha detto il premier - perché Mike aveva un sogno che non è riuscito a realizzare: quello di diventare senatore della Repubblica. Io mi ero attivato in proposito, ma non ero io che potevo decidere». «Quando mi hanno detto che era morto - ha aggiunto il Presidente del Consiglio collegato con Pomeriggio Cinque - mi è preso un colpo. L'ho sentito la settimana scorsa ed era pieno di salute e ottimismo. Tutte le volte che io partivo con una nuova iniziativa, il primo impatto suo era di guardarmi dubbioso e di dirmi "ma davvero pensi che ce la farai?". Portava in sé questo dubbio che però volgeva sempre all'ottimismo e in effetti di tutte le iniziative che ebbi a raccontargli non ce ne fu una che andò male. Lo tenevo vicino a me come portafortuna».

Gli ha fatto eco il figlio Pier Silvio, vice presidente di Mediaset, la Tv per cui Mike ha lavorato per trent'anni e che aveva lasciato negli ultimi mesi per migrare su Sky. Non si era sentito abbastanza cercato e apprezzato, quando a dicembre scorso era scaduto l'ultimo contratto, anche se l'azienda di Cologno gli ha sempre tenuto le porte aperte. «Con Mike se ne è andato un pezzo della storia della televisione, della storia del nostro Paese e anche della mia vita personale. I miei primi ricordi con Mike risalgono addirittura a TeleMilano 58, quindi prima della nascita di Canale 5. Io e mia sorella Marina eravamo davvero piccoli e ogni tanto papà ci portava negli studi. Mike per me significa tanto sentimento e tanta gratitudine».

Lunghissima la lista di chi ha voluto esprimere il proprio dolore. Tutti i personaggi televisivi che hanno lavorato con lui e molti esponenti del mondo della politica e dello spettacolo. In primo luogo Fiorello che, affranto, ha rilasciato poche parole: «Ho perso il mio miglior compagno di giochi, era più di un amico. Ora riesco solo a pensare che mi mancherà davvero moltissimo». Gerry Scotti, considerato il suo erede, è fermo: «Per tanti anni mi sono crogiolato in questo titolo, ma non ci sarà nessuno più come Mike».

Baudo, con cui si è conteso il numero di Sanremo presentati, sfata il mito della storica rivalità: «È stato il mio punto di riferimento: festeggio i 50 anni di tv e avevo pensato a una grande serata con Mike. La rivalità tra noi è stata sempre un grande gioco: ci scherzavamo. In realtà siamo diventati grandi amici». Anche Celentano ha voluto partecipare al lutto: «Mi dispiace tanto. Mike Bongiorno è uno di quelli che c'è sempre stato, anche quando non c'era. Ogni giorno andava nel bosco a far la legna per accendere il fuoco della pubblicità. E, davanti al camino, gli italiani si riscaldavano con le sue parole di reclame che per il modo vivace e simpatico di come lui ce le poneva, rendeva ogni cosa interessante, anche quando il prodotto era scadente. In realtà la sua pubblicità non era altro che un inno alla gioia di vivere».

Tra le cariche istituzionali, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rende omaggio a «uno straordinario esempio di laboriosità e capacità professionale, di simpatia comunicativa, di vicinanza al gusto popolare», ma ricorda anche «il suo coraggioso contributo alla Resistenza, il suo costante rispetto per le istituzioni democratiche e, sul piano personale, il suo tratto signorile e misurato».

Per i funerali bisognerà attendere le formalità per trasportare il corpo a Milano, forse saranno venerdì.