Si è spento all’età di 89 anni Carmine Castellano, storico direttore del Giro d’Italia per ben 12 anni, dal 1993 al 2005. Con un post sui social, la notizia della scomparsa è stata data dagli organizzatori della Corsa Rosa. “Addio a uno dei grandi patron del Giro d’Italia. Ciao, Avvocato”.
La vita di Castellano
Il ciclismo italiano è in lutto per uno delle persone più influenti di questo sport: dopo aver esercitato per circa 20 anni la professione di avvocato, Castellano (nato a Sorrento) conobbe nel 1974 lo storico patron del Giro, Vincenzo Torriani. Da quel momento ebbe inizio la sua collaborazione che inizialmente fu soltanto per le tappe nel Sud Italia. Dopo il trasferimento a Milano, contribuì all’organizzazione del Giro d’Italia dal 1982 al 1988.
Le tappe epiche introdotte dall’ex direttore
Torriani, in seguito, ebbe problemi di salute ma rimase in carica fino al 1992. Dall’anno successivo ecco che subentrò Castellano mantenendo la direzione del Giro fino al 2005. Alcune e significative novità le introdusse proprio lo storico direttore: ad esempio, divenne epica nel corso degli anni la salita al Passo del Mortirolo con epiche imprese come quella dell’indimenticabile Marco Pantani nel 1994.
Uno dei suoi punti di forza fu quello di aver reso il Giro sempre più moderno e globalizzato ma, allo stesso tempo, senza snaturarlo o togliere fascino, anzi. Sotto la sua guida ricordiamo le imprese del già citato Pantani ma anche le volate eccezionali di Mario Cipollini così come il dominio di Miguel Indurain.
"Ho cercato di servire il ciclismo con onestà e passione.
Il Giro è un patrimonio dell'Italia, io sono stato solo il suo custode per un po' di tempo”, disse Castellano nel 2003 con l’introduzione di un’altra epica salita, quella sul Monte Zoncolan che fu definita “la salita più dura d’Europa”. Sempre a Castellano, poi, si deve l’introduzione dello sterrato del Colle delle Finestre, passo alpino, che fu miso nel tracciato del 2005.