Tadej Pogacar non è un robot, è umano come tutti noi. Considerato il dominio del campione sloveno in questo inizio di stagione, pochi credevano che qualcuno sarebbe riuscito ad impedirgli di vincere tutte le classiche monumento nella stessa stagione. Ad aggiudicarsi la Parigi-Roubaix più veloce di sempre è invece il campione che non ti aspetti, quel Wout van Aert che certo non era tra i favoriti della vigilia ed ha vissuto tantissime delusioni nell’inferno del nord. Gara veloce e movimentata da tante forature e problemi meccanici che hanno rallentato Pogacar al momento cruciale, complicato la rimonta di Mathieu van der Poel e rovinato la prestazione di Filippo Ganna.
L’azzurro si gioca alla grande le sue carte, ritornando a contatto col gruppo di testa ma nella fase critica della gara subisce due forature nel momento più sbagliato. A decidere la vittoria è la volata nel mitico velodromo di Roubaix tra Pogacar e Van Aert: lo sloveno prova a prendere in contropiede il rivale ma oggi il belga ne ha decisamente di più. Grande gioia per il capitano della Visma, delusione per lo sloveno che dovrà aspettare prima di battere il record del cannibale Eddy Merckx.
Tante forature, gran battaglia
Una delle classiche più attese dell’anno prende il via con i riflettori puntati fermamente su Tadej Pogacar, cui manca solo la vittoria nel cosiddetto “inferno del nord” per completare un filotto memorabile con tutte le gare monumento nello stesso anno. L’edizione numero 123 della Parigi-Roubaix parte con i primi attacchi fin dall’avvio, agevolati dal vento a favore, su medie già attorno ai 54 chilometri all’ora ma il gruppo riesce a rimanere compatto. I tentativi di fuga falliscono uno dopo l’altro grazie al lavoro delle squadre top, con Uae e Alpecin particolarmente attive. Quando iniziano a crearsi i “ventagli”, Pogacar decide di rimanere in coda al gruppo, aspettando i primi tratti di pavé per mettersi in azione. Sul primo tratto in acciottolato, subito attiva la Ineos di Filippo Ganna mentre le prime forature rallentano alcuni protagonisti, tra i quali Mads Pedersen. Il ritmo imposto dalla Uae ed i problemi meccanici iniziano a fare selezione, con Wout van Aert costretto a rincorrere a 140 chilometri dall’arrivo. Il gruppo si fraziona, con Filippo Ganna incapace di rientrare sul gruppo di testa, dove invece inizia a farsi notare Jonathan Milan.
A rovinare la strategia del campione del mondo arriva una foratura: Pogacar è costretto ad aspettare l’arrivo dell’ammiraglia e sprecare energie preziose per riprendere 50 secondi di ritardo. La Visma prova ad approfittarne, alzando il ritmo in testa, aiutato dalla Alpecin ma il campione sloveno, aiutato dai suoi gregari, sta già recuperando secondi su secondi sul gruppo di testa. Mentre Ganna si riporta nelle prime posizioni, Pogacar rimane senza compagni di squadra prima dell’ingresso nella foresta di Arenberg: Van der Poel lancia un attacco importante sul pavé ma non trova alleati, agevolando il rientro in gruppo del capitano della Uae. I 2.300 metri della temutissima foresta vedono la crisi di Ganna mentre Van Aert approfitta del problema meccanico a Van der Poel: pasticcio clamoroso in casa Alpecin, con Philipsen costretto a dare la sua bici al capitano, che fora ancora e perde più di due minuti.
Super Van Aert, Ganna sfortunato
Ganna riesce a rientrare sui primi ma ha una foratura proprio nel momento cruciale: un minuto di ritardo per lui e Jonathan Milan, trenta secondi dietro c’è il gruppo Van der Poel. Prima del settore 15 di pavé, forature per Pogacar e Van Aert ma con le ammiraglie vicine: i due riprendono Pedersen mentre Van der Poel sorpassa Ganna ma fatica assai a recuperare rispetto ai battistrada. Pogacar non sembra aver voglia di tirare da subito ed i fuggitivi rallentano abbastanza da consentire agli inseguitori di ridurre le distanze: a 60 chilometri dall’arrivo il ritardo di Ganna e Van der Poel è sotto il minuto. Dieci chilometri più avanti se ne vanno Pogacar e Van Aert, con Pedersen che si danna l’anima per non perderne la ruota mentre capolavoro di Van der Poel, che approfitta della foratura di Ganna e riprende Laporte.
L’olandese ha speso troppe energie e non riesce a tenere il ritmo del duo di testa, che collabora alla grande per giocarsi la vittoria finale al velodromo di Roubaix. Alla sezione del mulino a vento, Van der Poel e Pedersen sono a circa 35 secondi di ritardo ma non c’è niente da fare: questa Parigi-Roubaix se la giocheranno Pogacar e Van Aert. Lo sloveno prova più volte a staccare il compagno di fuga negli ultimi tratti di pavé ma il campione belga, reduce da un periodo nero segnato da infortuni e forma precaria, sembra averne di più. Pogacar prova il forcing sull’ultimo tratto in acciottolato ma non riesce a staccare Van Aert, che sembra aver gestito meglio le energie.
La volata finale è un capolavoro per il belga che riesce a tenere la ruota di Pogacar per poi staccarlo sul traguardo: enorme la soddisfazione per Van Aert, alla prima vittoria alla Roubaix dopo tantissime delusioni. Pogacar dovrà aspettare per fare l’en plein delle classiche monumento nello stesso anno.
La classifica finale
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