Cile distrutto dal sisma: 708 le vittime Nuove scosse: saccheggi a Concepcion

La Bachelet: 708 morti, indeterminato il numero dei dispersi. La terra trema ancora dopo il primo sisma di magnitudo 8.8. Centesima scossa in meno di 24 ore: nella Capitale intensità di 6,2 gradi della scala Richter. Nell'epicentro, a Concepcion, scenari di devastazione. La Farnesina: nessuna vittima italiana. L'onda di tsunami si diffonde in tutto il Pacifico. Allerta ma nessun danno alle Hawaii. Onde altre oltre un metro in Giappone: 400mila evacuati. GUARDA LE FOTO: 1 - 2

Cile distrutto dal sisma: 708 le vittime 
Nuove scosse: saccheggi a Concepcion

Santiago - Sono 708 le persone morte in seguito al terremoto. Indeterminato il numero dei dispersi. Lo ha detto la presidente Michelle Bachelet, parlando al palazzo della Moneda. La presidente ha detto che il Cile è in "una situazione di emergenza senza paragoni". La Bachelet ha detto che è stata disposta la distribuzione gratuita di acqua e cibo ai terremotati nelle zone più disastrate.

Trema Santiago Una nuova forte scossa ha fatto vacillare alcuni palazzi di Santiago. Lo riferiscono testimoni sul posto. E' la centesima oscillazione della terra: l’istituto geofisico statunitense ha rilevato una magnitudo 6.2 Richter con epicentro, sulla Cordigliera delle Ande, a 65 km a sud di Rancagua e 145 da Santiago a una profondità di 35 km. La scossa ha provocato danni e crolli di edifici già in stato precario a Talca e Concepcion. Lo hanno reso noto testimoni citati dall’emittente Bio-Bio, precisando che la scossa è stata sentita chiaramente anche a Valparaiso e in tutti i centri colpiti dal terremoto e maremoto di ieri.

Sciacalli a Concepcion Saccheggi stanno avvenendo a Concepcion, lo affermano fonti concordi. Molti degli abitanti della città hanno dormito fuori casa per paura delle scosse, ma senza allontanarsene per timore di furti e saccheggi. "Ci sono stati saccheggi in negozi e supermercati, c'é chi ha portato via televisori al plasma" affermano le emittenti locali, precisando che proprio di fronte a questo fenomeno "alcuni abitanti hanno chiesto l'intervento dei militari per proteggere le proprie abitazioni". Saccheggi ed episodi simili si stanno verificando anche a Talcahuano e altri centri. La motivazione addotta dai saccheggiatori, si precisa, è la mancanza di cibo, visti i problemi nei rifornimenti sottolineati tra l'altro anche dalle autorità della città: "Non abbiamo da mangiare e manca anche l'acqua" ha detto un testimone a una radio di fronte ad un supermercato. In un grande supermercato della città cilena di Concepcion è intervenuta la polizia con i lacrimogeni per disperdere le persone che si erano accalcate con l'intento di saccheggiarlo. Le autorità locali temono che fenomeni di questo tipo possano continuare a verificarsi soprattutto con sopraggiungere della notte. Le immagini mostrano persone che portano via tv al plasma ed elettrodomestici

Cento scosse La penultima scossa, registrata dall'istituto geofisico statunitense (Usgs), è stata pari a una magnitudo di 5.1 Richter. Si tratta della 99esima scossa nelle 24 ore dalla prima di magnitudo 8.8 delle 3:34 locali di ieri (le 7:34 in Italia). L'epicentro, nella stima preliminare dell'Usgs, è stato localizzato a 90 km a ovest di Temuco, a una profondità di 35 km. Il sisma si è verificato non lontano dalla costa. La gran parte delle 99 scosse di assestamento registrate sinora dall'Usgs si sono verificate lungo una linea di circa 500 km, e hanno interessato sia la zona costiera che l'entroterra. La magnitudo delle scosse è superiore a 4.5 Richter.

Le vittime  Si scava fra le macerie in tutto il Cile a circa 24 ore dal terremoto di 8,8 gradi Richter, che è stato seguito da uno sciame di scosse di assestamento che hanno toccato anche la magnitudo di 6,9. La direttrice della Protezione civile cilena ha annunciato un bilancio ufficiale di oltre 400 morti, 15 dispersi e di almeno due milioni di persone sinistrate. Il centro più colpito è Concepcion, città costiera di 200mila abitanti a circa 500 chilometri a sud di Santiago. Qui sono crollati diversi palazzi e alcuni incendi devastanti. Molto pesante la situazione anche nella provincia di Maule, nella zona dell'epicentro, dove i morti sono almeno un'ottantina e dove il ministero della sanità Julio Montt ha descritto la situazione evocando "scenari danteschi". Oggi il sindaco della città ha detto che ci sono 100 persone intrappolate tra le macerie di un edificio crollato.

La Farnesina L'Unità di crisi della Farnesina prosegue le verifiche sull'eventuale presenza di italiani nelle zone terremotate del Cile e i riscontri sulle segnalazioni pervenute alla sala operativa. Al momento, confermano fonti del ministero degli Esteri, non risultano connazionali tra le vittime del sisma. Ieri il capo dell'Unità di crisi, Fabrizio Romano, ha lanciato un appello a chi avesse notizie di parenti o amici nel Paese sudamericano a segnalarlo alla sala operativa.

Lo tsunami Il previsto tsunami ha colpito la costa centrale cilena, abbattendosi sul porto di Talcahuano, trascinando barche, pescherecci e container sulla terraferma. In precedenza aveva investito l'arcipelago cileno di Juan Fernandez, provocando almeno cinque morti e diversi dispersi sull'isola di Robinson Crusoe. Lo tsunami ha viaggiato attraverso tutto il Pacifico. Mattinata di grande paura alle Hawaii, dove l'allarme è scattato all'alba e dove il governatore ha dichiarato lo stato emergenza, ma alla fine le onde anomale si sono rivelate ben poca cosa e l'allerta è stata revocata. Nel sud del Pacifico, lo tsunami ha investito la Polinesia francese con onde alte circa due metri alle isole Marchesi, causando lievi danni. L'onda anomala ha raggiunto le coste del Giappone con un impatto debole: l'onda registrata nell'arcipelago di Ogasawara, oltre mille chilometri a sud di Tokyo in pieno Pacifico, ha toccato i 10 centimetri di altezza. L'allarme interessa anche l'estremo oriente della Russia, in particolare le isole Curili, le isole Sakhalin e la penisola del Kamchakta.

Evacuati in Giappone Le autorità nipponiche hanno disposto l'evacuazione di oltre 320mila persone Nel nord del Paese, a causa dell'arrivo dello tsunami. Lo riferisce l'agenzia Kyodo, secondo cui i provvedimenti hanno interessato le prefetture di Aomori, Iwate e Miyagi, che nel complesso contano una popolazione di poco superiore ai 5 milioni di abitanti, in base agli ultimi dati disponibili. La massiccia evacuazione di circa il 15% della popolazione, disposta nelle tre prefetture a nord dell'isola di Honshu, la stessa di Tokyo, è stata decisa dopo che la Jma, l'agenzia meteorologica giapponese, aveva lanciato l'allerta tsunami individuando le tre aree come quelle più a rischio dell'intera costa nipponica, con previsione di onde anomale fino a 3 metri e anche di più. Nel primo pomeriggio, il porto di Kuji (Iwate) è stato colpito da uno tsunami di 1,2 metri, quaranta minuti dopo una prima onda alta 90 centimetri, ha spiegato la Jma. Secondo stime preliminari diffuse dalle autorità nipponiche, sono almeno 400mila le case evacuate lungo tutta la costa del Pacifico del Sol Levante.

Rientra l'allarme tsunami Il Pacific Tsunami Warning Center (Noaa) ha cancellato l’allarme tsunami diramato ieri. L’allarme riguardava tutti i Paesi che si affacciano sul Pacifico, a eccezione della costa nordamericana.