È morto all'età di 88 anni Pino Colizzi, attore, ma soprattutto decano e principe dei doppiatori italiani. Classe 1937 e nato a Roma, si trasferisce giovanissimo nella provincia di Cosenza. Colizzi iniziò a lavorare a teatro grazie a Luchino Visconti che gli affidò un ruolo minore in Uno sguardo dal Ponte, con Paolo Stoppa e Rina Morelli. Negli stessi anni debuttò in televisione come protagonista dello sceneggiato Tom Jones (1960). Ma il suo talento ebbe occasione di emergere in pieno all'inizio degli anni Settanta quando Bolognini lo chiama per Metello e Sandro Bolchi gli affidò, di nuovo in televisione, il complesso ruolo di Vronskij in Anna Karenina al fianco di Lea Massari (1974).
Intanto iniziava una strepitosa carriera nel doppiaggio. Nel 1973 ha doppiato la volpe Robin Hood nel celebre cartone animato della Disney. Poi nel corso del tempo ha dato la voce ad attori quali Michael Douglas, Jack Nicholson, James Caan, Richard Dreyfuss, Omar Sharif, Franco Nero. E poi Robert Powell nel ruolo di Gesù di Nazareth nel film di Zeffirelli (in cui Colizzi è anche attore nel ruolo del buon ladrone, nella foto), Christopher Reeve nei primi tre episodi cinematografici di Superman, Robert De Niro ne Il padrino - Parte II, Patrick McGoohan nella seconda edizione del doppiaggio de Il prigioniero, celebre serie fantascientifica inglese anni Settanta, e soprattutto Martin Sheen nel capolavoro di Francis Ford Coppola Apocalypse Now. La sua bravura poliedrica lo l'ha portato anche verso la direzione del doppiaggio.
In questa veste ha curato, oltre a tutti i film di Franco Zeffirelli a partire da Il campione (1979), le
versioni italiane di Pulp Fiction, Il paziente inglese, della trilogia di Matrix e di diversi capitoli della saga di James Bond con Pierce Brosnan. Si era ritirato dal doppiaggio nel 2010, continuando a recitare fino al 2015.