Cinema

Tinto Brass compie 90 anni: i 5 migliori film del maestro dell'erotico

Le pellicole ricche di sesso, la trasgressione, le tante attrici lanciate: il regista milanese ha scritto pagine importanti della storia del cinema

Tinto Brass compie 90 anni: i 5 migliori film del maestro dell'erotico
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Pochi registi in Italia sono riusciti a scandalizzare come Tinto Brass. Sesso e trasgressione, esibizionismo e libertà: il regista nato a Milano ha tracciato un solco nel cinema erotico nostrano, guadagnando con merito il titolo di maestro. Film intimi e con una propensione per il grottesco, con i riflettori accesi sull’eterno scontro tra città e campagna. Ma anche tra il controllo degli impulsi e la vittoria del desiderio, in un’idea di cinema senza compromessi e sempre sopra le righe.

Tinto Brass e sua moglie

Dopo la laurea in Giurisprudenza, Tinto Brass ha mosso i primi passi nel mondo del cinema come archivista presso la Cinémathèque di Parigi. Poi le esperienze al fianco di Alberto Cavalcanti, Roberto Rossellini e Joris Ivens, fino all’esordio dietro la macchina da presa datato 1963 con “In capo al mondo”, apologo sul disagio giovanile. La prima virata verso il softcore è arrivata negli anni Settanta con “Salon Kitty” e “Caligola”. Nel mezzo, il no alla proposta della Paramount di dirigere l’adattamento cinematografico di “Arancia meccanica”.

Negli anni Ottanta, con “La chiave”, lo sbarco definitivo nel cinema erotico, con film che oggi non si potrebbero più fare tra censura e bigottismo. Tante le attrici lanciate o rigenerate: da Stefania Sandrelli a Serena Grandi, passando per Debora Caprioglio e Claudia Koll, fino a Francesca Dellera e Anna Ammirati. Oggi Tinto Brass compie 90 anni, ricorrenza che consente di andare a conoscere i suoi 5 migliori film.

La chiave (1983)

Il suo primo grande successo – nonché il suo film migliore – arriva nel 1983: “La chiave”, adattamento dell’omonimo romanzo dello scrittore giapponese Jun'ichirō Tanizaki. Ambientato a Venezia nel periodo fascista, racconta la storia di Teresa, moglie giovane e annoiata di un professore di inglese. Per ridare vigore alla propria vita sessuale, il marito decide di lasciare in bella vista una chiave in grado di aprire il cassetto che custodisce il suo diario segreto, ricco di fantasie e desideri maliziosi. Tinto Brass punta su una Stefania Sandrelli matura e procace, vincendo la scommessa e rilanciando l’interprete. Grande successo al botteghino, impossibile non citare le musiche curate dal maestro Morricone.

Miranda (1985)

Sesso a volontà e libertà totale nell’omaggio alla commedia goldoniana in “Miranda”, liberamente tratto da “La locandiera”. Tinto Brass narra le avventure piccante della locandiera Mirandolina, in attesa del ritorno del marito Gino, scomparso in guerra. Trasgressione allo stato puro in questo cult erotico ambientato nella Pianura Padana degli anni Cinquanta. Spicca la giunonica e prosperosa Serena Grandi, qui al suo zenit.

Paprika (1991)

Liberamente tratto dal romanzo "Fanny Hill. Memorie di una donna di piacere" di John Cleland, “Paprika” racconta le vicende di Mimma, una ingenua e ammaliante ragazza di Pola che inizia a frequentare le case di tolleranza per aiutare il fidanzato dal punto di vista economico. Tinto Brass continua il suo viaggio nelle provocazioni, accendendo il dibattito su un tema già molto discusso come quello delle case chiuse. Particolarmente dura l’opposizione delle femministe, con critiche a dir poco feroci. Brilla la stella di Debora Caprioglio, mai così sensuale.

Paprika

Così fan tutte (1992)

Una commessa di Roma è sposata con un uomo follemente innamorato di lei, eppure si sente insoddisfatta dal punto di vista sessuale. E dunque decide di rispondere alle pulsioni sessuali. Ispirato all’omonima opera di Lorenzo Da Ponte, “Così fan tutte” si muove tra eros e commedia. Tinto Brass racconta una sessualità senza tabù, scardinando qualsiasi moralismo. Per fortuna Alba Parietti rifiuta la proposta del regista di vestire i panni di Diana Valentini: Claudia Koll è semplicemente eccezionale.

Monella (1998)

Monella” è uno degli ultimi guizzi di Tinto Brass. Ricavato da una precedente sceneggiatura – “Lola e il macellaio” – il film racconta la storia di Lola, una sensuale e disinibita ragazza che sta per sposare Masetto, fornaio geloso che ha deciso di "rispettarla", essendo la ragazza ancora vergine.

Trionfano sesso e passione, oltre al lato b femminile. Anche in questa pellicola il regista conferma la sua grande capacità di scoprire talenti, lanciando per la prima volta davanti alla macchina da presa Anna Ammirati.

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