Cinquemila schede per dire no alla moschea

Cinquemila schede stampate e la speranza di usarne assai più della metà. Dieci seggi con altrettanti gazebo nei punti chiavi del quartiere. Oggi è il giorno del referendum, di quello indetto dalla Lega Nord nei quartieri interessati dal progetto del Comune di Genova. Il giorno della consultazione sulla moschea al Lagaccio. Che non avrà alcun valore sulla decisione del sindaco, ma certo permetterà di appurare cosa pensa davvero la zona della costruzione del tempio islamico. Risultato non da poco visto che finora la stessa amministrazione comunale è riuscita a sostenere la tesi del pieno appoggio dei residenti a un progetto che invece sembra incontrare il favore soltanto di centri sociali e pochi attivisti di partito.
Spazio dunque alle schede elettorali fai-da-te prodotte dalla Lega che intende anche dimostrare come non sia poi così difficile organizzare una consultazione. Perché, nonostante si tratti di un’iniziativa assolutamente «privata», il referendum assomiglia in tutto a un’elezione in piena regola. Compresa la strategia del non voto scelta da chi, sapendo di partire battuto, prova a buttarla sull’astensionismo. Il centrosinistra ha infatti raccomandato di non andare ai seggi della Lega nella speranza di poter parlare di un insuccesso. Ovviamente non c’è alcun quorum da raggiungere, ma due o tremila schede deposte nelle urne toglierebbero ogni alibi a chi sostiene la voglia di moschea del quartiere.
Da parte loro, anche gli organizzatori fanno le cose con la massima serietà. Per poter votare occorre presentarsi ai seggi, dalle 10 alle 19, con documento d’identità e dimostrare di essere residente a Oregina, al Lagaccio, a Granarolo, a Di Negro, a San Teodoro o a San Nicola. Tutte le urne verranno chiuse e portate al point centrale di via Napoli (uno dei seggi insieme a quelli dei giardini don Acciai, via Bari, angolo via Boine, Belvedere da Passano, piazzetta San Nicola, largo San Francesco da Paola, via Lagaccio, via Ferrara, piazza Dinegro). Qui verrà fatto lo scrutinio complessivo. Inoltre gli attivisti della Lega sono pronti a raggiungere a domicilio chiunque sia impossibilitato a recarsi ai seggi. Basterà una telefonata allo 010-214989 e un incaricato con tanto di tesserino di riconoscimento raggiungerà l’elettore con un’urna sigillata e una scheda per votare. Il referendum è stato organizzato comunicando qualsiasi decisione alla questura. Oggi ci sarà dunque una presenza consistente ma discreta di poliziotti per evitare qualsiasi tentativo di aggressione o boicottaggio.
Se la Lega e quasi tutto il centrodestra hanno più volte dimostrato il loro disaccordo sul progetto della moschea al Lagaccio («Non alla moschea in sé - precisano dal Carroccio - ma dalla sua assurda localizzazione») proprio alla vigilia del referendum arriva anche la presa di posizione formale dell’Italia dei Valori che sconfessa (come già in occasione della figuraccia su Genoa-Bari) il suo assessore comunale Stefano Anzalone che in giunta aveva approvato il progetto. Il partito invece è contrario alla moschea del Lagaccio. Neppure la maggioranza della Vincenzi è unita. E stasera si saprà anche come la pensano i cittadini.
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