Non solo il commissariato Mecenate. Ora la Procura di Milano allarga il cerchio e sta verificando se nel torbido mondo di Carmelo Cinturrino, il poliziotto in carcere per l'omicidio premeditato di Abderrahim Mansouri nel bosco di Rogoredo, siano coinvolti anche agenti della Polizia locale.
Gli accertamenti sono scattati dopo le dichiarazioni di due testimoni tra pusher e tossicodipendenti sentiti nell'inchiesta coordinata dal procuratore Marcello Viola e dal pm Giovanni Tarzia. In uno dei verbali, un piccolo spacciatore marocchino di 29 anni viene esplicitamente chiesto se abbia mai visto Cinturrino insieme a qualcuno della Municipale. La risposta del testimone è secca: "Sì, erano insieme in strada parlavano". Non solo. Allo stesso pusher gli investigatori hanno mostrato l'album fotografico "Rogoredo" con 32 volti. L'uomo ha riconosciuto diversi colleghi di Cinturrino e, soprattutto, ha indicato due agenti della Polizia locale che avrebbe visto più volte in strada con "Luca", il soprannome con cui Cinturrino era conosciuto nell'ambiente. Le nuove verifiche si concentrerebbero in particolare su un agente della Locale. Al momento, però, non risulta nessun indagato tra i vigili urbani: le dichiarazioni dei testi sono ancora al vaglio per trovare riscontri oggettivi.
Cinturrino, com'è noto, è accusato di aver ucciso con premeditazione il 26 gennaio il 32enne marocchino Mansouri nel bosco di Rogoredo.
Ma il suo fascicolo è molto più pesante: oltre all'omicidio, è indagato per una trentina di reati tra estorsioni, arresti illegali e spaccio di droga. Nell'inchiesta principale risultano indagati altri sei poliziotti del Commissariato Mecenate.