"Mancano pochi giorni prima della chiusura della prima finestra di accesso, nel 2026, all’Ape sociale, la misura rivolta a specifiche categorie di persone e lavoratori di accesso anticipato alla pensione.
Il prossimo 31 marzo, infatti, chiuderà la prima delle tre finestre previste per l’anno in corso per richiederla anche se il riscontro sarà fornito dall’Inps entro il prossimo 30 giugno, senza dimenticare che per questa misura è previsto un plafond di fondi annuale, per cui se le risorse si esauriscono, le domande successive potrebbero essere respinte, anche in sussistenza di requisiti validi.
Ma quali sono i requisiti per accedervi e come fare? Entriamo più nel dettaglio.
Ape sociale: cos’è e chi può accedervi
Si tratta di un’indennità a carico dello Stato ed erogata dall’Inps, in relazione alle risorse disponibili, volta ad “accompagnare” i soggetti in possesso di determinati requisiti ed appartenenti a specifiche categorie di persone fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento della pensione anticipata o di un trattamento conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia.
Possono accedere alla misura le persone che, avendo 63 anni e 5 mesi di età anagrafica, siano:
disoccupati che abbiano perso il lavoro per licenziamento, scadenza di un contratto a termine (con almeno 18 mesi di impiego negli ultimi 3 anni), dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, inoltre devono aver già terminato l’intera Naspi da almeno tre mesi e avere almeno 30 anni di contributi.
Caregiver che stiano assistendo da almeno sei mesi il coniuge o un parente stretto (genitori o figli) convivente e con una disabilità grave. Il beneficio si estende anche a fratelli, sorelle o nipoti conviventi, ma solo se i genitori o il coniuge del disabile hanno più di 70 anni, sono a loro volta invalidi o sono deceduti; anche in questo caso sono necessari almeno 30 anni di contributi.
Invalidi civili che abbiano una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%, accertata dalle commissioni mediche; per questa categoria per accedere all’anticipo occorre aver maturato almeno 30 anni di contributi.
Lavoratori che abbiano svolto mansioni faticose o rischiose (c.d. gravose, come edili, infermieri o conduttori di mezzi pesanti) per almeno 7 anni negli ultimi 10, o 6 anni negli ultimi sette. In questo caso, il requisito contributivo sale a 36 anni (che scendono a 32 per operai edili e ceramisti).
Occorre ricordare, inoltre, che per le donne il requisito contributivo (30, 32 o 36 anni) è ridotto di 12 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 2 anni.
Come fare richiesta e quanto si riceve
Come ricorda l’Inps, sul proprio sito, la domanda può essere presentata:
direttamente dagli interessati in possesso delle credenziali;
tramite del patronato;
tramite Contact Center Multicanale.
“I termini di scadenza per la presentazione delle domande di riconoscimento sono il 31 marzo, il 15 luglio e, comunque, non oltre il 30 novembre 2026”.
L’indennità è determinata sulla base della pensione
maturata ma con un tetto massimo di 1.500 euro lordi per 12 mensilità e senza rivalutazione Istat; inoltre non è compatibile con attività lavorative, salvo il lavoro autonomo occasionale entro il limite di 5mila euro annui.